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Ryanair lascia lo scalo abruzzese a partire da ottobre, interviene il ministro Delrio

Pescara. “Ryanair ha definitivamente confermato la chiusura della base operativa di Pescara, a partire dal prossimo 31 ottobre, e, con una comunicazione interna, sta gia’ predisponendo il trasferimento del personale”. La denuncia arriva dai consiglieri regionali di Forza Italia alla Regione Abruzzo Lorenzo Sospiri e Mauro Febbo, venuti a conoscenza delle ultime comunicazioni riservate della Ryanair. “Cio’ che e’ grave – spiegano – e’ la motivazione che ha cancellato qualunque possibilita’ di ripensamento: da un lato l’aumento della tassa d’imbarco passeggeri, decisa dal Governo Renzi e non osteggiata, in alcun modo, dal governatore della Regione Abruzzo D’Alfonso. Dall’altro il logorio dei rapporti tra la compagnia irlandese e l’attuale governance della Saga che, a oggi, non ha tentato alcun approccio con la Ryanair. aereo RyanairLo scorso 17 febbraio la compagnia irlandese ha inviato a tutto il proprio personale impiegato nella base operativa di Pescara una comunicazione riservata interna nella quale ha confermato la chiusura della struttura del capoluogo adriatico. Nella stessa comunicazione – sempre secondo quanto riferiscono i due consiglieri – sono state date le disposizioni per il trasferimento del personale, dando a ciascuno la possibilita’ di esprimere le proprie preferenze, indicando almeno 3 basi alternative in cui poter andare, sempre sulla base delle disponibilita’ e delle proprie attitudini. Le preferenze dovevano essere espresse entro il 21 febbraio ed entro il 31 marzo ciascuno conoscera’ la propria destinazione. Sulla questione è intervenuto anche il ministro delle infrastrutture e dei trasporti Graziano Delrio rispondendo al question time a un’interrogazione sulla decisione di Ryanair di eliminare numerose tratte da e per alcuni aeroporti italiani.. “Non accettiamo, da un lato, l’impostazione che si va via per un aumento di 2,5 euro (dell’addizionale comunale sui collegamenti aerei)” e “dall’altro lato e’ vero che vogliamo tenere al minimo le tasse come in tutte le politiche del governo”. “Verra’ verificata in queste settimane, da qui a giugno, la possibilita’ di ridurre al minimo l’addizionale”, ha aggiunto Delrio. “Nell’ambito del processo di liberalizzazione del trasporto aereo, i vettori titolari di licenza hanno la possibilita’ di scegliere le rotte sulle quali far arrivare i loro aerei”, ha ricordato Delrio sottolineando pero’ che “le compagnie aeree hanno affrontato questa questione in maniera che io non condivido – ha osservato – con minacce di ridurre i voli e il personale, a causa di una tassa prevista da anni per il potenziamento del fondo a tutela dei lavoratori che perdono l’occupazione: questo tipo di collegamento – ha proseguito il ministro – e’ assolutamente arbitrario, molte di loro avevano preannunciato da tempo il disimpegno. Appare, quindi, piu’ una scusa che una realta’. Ho gia’ avuto modo di discutere di questo con l’amministratore delegato di Ryanair e di Easyjet”. “Certamente”, ha proseguito Delrio, “dobbiamo fare in modo che l’aumento delle tariffe, peraltro proporzionato a quello di tutti gli altri paesi europei, non deprima il mercato. Abbiamo specificato gia’ che non e’ retroattivo e il nostro impegno a ricercare soluzioni che alimentano il fondo speciale del trasporto aereo, non attraverso un aumento progressivo delle addizionali, c’e’ ed e’ a tutto campo”.