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Sanità, l’Abruzzo è troppo penalizzato. Marsilio e Verì bussano alla porta del ministro Speranza

L’Aquila. Troppo penalizzati dal decreto Lorenzin. Questo il succo dell’incontro che si è svolto oggi a Roma tra il presidente della giunta regionale, Marco Marsilio e l’assessore alla Salute, Nicoletta Verì, con il ministro della Sanità, Roberto Speranza.

I rappresentanti del governo abruzzese hanno presentato al ministro quelle che sono le difficoltà nell’applicazione dei parametri del Decreto Lorenzin (il Dm70) in una Regione come l’Abruzzo, che per le sue caratteristiche orografiche e per le enormi differenze di densità di popolazione nelle diverse aree, risulta eccessivamente penalizzante per molti territori. Un’istanza condivisa anche con altre Regioni e trasferita in una specifica scheda (la 15) del nuovo Patto per la Salute, in cui è prevista proprio la revisione del Dm70.

Il ministro Speranza ha ascoltato attentamente quanto prospettato dal Presidente e dall’assessore, dando la propria disponibilità ad avviare una valutazione delle criticità sollevate, condividendo la necessità di favorire il più possibile la diffusione dei servizi sanitari sui territori, in quell’ottica di sanità di prossimità che il nuovo governo regionale ha inserito come pilastro degli strumenti programmatori su cui è in corso il confronto con il Tavolo di monitoraggio ministeriale.

E proprio con i ministeri della Sanità e delle Finanze, dovrà essere riaperto il confronto sui piani di edilizia sanitaria. Marsilio e la Verì, infatti, hanno chiesto che venga messo a disposizione dell’Abruzzo l’intero stanziamento assegnato di 229 milioni, che consentirebbe alla Regione di affrontare compiutamente le emergenze infrastrutturali.

Il Ministro ha preso atto della richiesta, invitando la Regione a presentare una formale istanza ai competenti organismi ministeriali, così da arrivare in tempi brevi alla redazione di un nuovo accordo di programma che permetta di realizzare i nuovi ospedali, senza andare a impattare in modo considerevole sulle casse delle Asl e sottraendo risorse ai servizi di assistenza.