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Sanitopoli, per difesa Del Turco nessuna traccia del denaro. Sentenza 20 novembre

L’Aquila. E’ prevista per il 20 novembre la sentenza d’Appello sulla cosiddetta ‘Sanitopoli’ abruzzese. In aula stamane gli avvocati difensori degli imputati piu’ eccellenti: del turcoOttaviano Del Turco, Lamberto Quarta, Camillo Cesarone e Sabatino Aracu. “La sentenza di primo grado sulla Sanitopoli non ha tenuta logica, – ha detto l’avvocato Giandomenico Caiazza, uno dei legali dell’ex presidente della Regione Abruzzo, Ottaviano Del Turco – e’ un campionario stupefacente di insensatezze. Il tribunale e’ guidato da una convinzione preventiva, quella di trovarsi di fronte a fatti corruttivi gravissimi e di doverla punire. Abbiamo fatto – ha aggiunto – un processo in cui un signore prende 6,2 milioni di euro in contanti e di questa somma non c’e’ segno, ne’ di un euro ne’ della traccia di un euro. Spesso i soldi frutto di corruttele non si trovano, il borsone di contanti non si trova quasi mai, ma i soldi lasciano sempre una traccia. Del Turco e’ stato ministro della Repubblica e sindacalista della Cgil negli anni in cui significava avere tempra morale. Se impazzisce da presidente della Regione e prende 6 milioni, glieli vogliamo far godere? Aragoste, ristoranti, viaggi? Zero e meno di zero. La sua vita e’ continuata in una sobrieta’ leggendaria, encefalogramma piatto”. Nel corso dell’arringa l’avvocato Caiazza parlando degli accertamenti fiscali eseguiti dalla Guardia di Finanza ha ricordato anche l’acquisto di tre immobili da parte di Del Turco, “ma per pagarli – ha detto sempre il legale – ha smobilizzato una polizza di 15 anni prima e messo in vendita tre quadri dell’amatissimo Mario Schifano, suo amico personale. E poiche’ questo e’ inconciliabile con l’accusa di tangenti, la sentenza bellamente non ne parla”. Nelle 4 ore di arringa l’avvocato Caiazza ha parlato di “una Giunta che doveva essere fatta fuori perche’ operava con danno gravissimo alle operazioni illegittime di alcune cliniche private. Abbiamo vite distrutte, una reputazione politica, quella di Ottaviano Del Turco, distrutta dopo decenni di vita pubblica. Su di lui si e’ abbattuto un ciclone, paga i veri poteri forti di questo Paese”. Poi l’invitabile accenno sui viaggi eseguiti dal “grande accusatore”, Vincenzo Angelini (ex patron del gruppo Villa Pini) le cui dichiarazioni hanno portato alla decapitazione nel 2008 della Giunta regionale con l’arresto del governatore, poi condannato a 9 anni e 6 mesi di reclusione. Visite nel Comune di Collelongo (dove risiede l’ex Governatore) per consegnare presunte mazzette. “E’ possibile che sentenza non dice mezza parola su obiezione insuperabile? Quattro apparecchi telepass diversi, – ha detto sempre l’avvocato Caiazza – le ricevute che Angelini produce successivamente. Ma i telepass si cambiano come le cravatte?”. Dal totale delle andate a Collelongo viene fuori un quadro di stalking, ora per portare denaro ora per colloquiare, ben 64, tra il 2004 e il 2007, 17 volte prima prima dei fatti contestati”.