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Santangelo: proposte al decreto Cura Italia per tutelare lavoratori

L’Aquila.L’Aquila. “Nei giorni scorsi, appena è stato reso disponibile la bozza del decreto-legge del Governo nazionale contenente le misure urgenti per affrontare l’emergenza sanitaria e le conseguenze economiche dell’epidemia da coronavirus, il presidente della Regione, Marco Marsilio, ha chiesto a tutte le forze politiche di maggioranza di avanzare proposte ed elementi migliorativi da tradurre in emendamenti da inserire al testo “base”, ha reso noto Roberto Santangelo, vice presidente vicario in Consiglio Regionale. “Abbiamo, pertanto, prontamente predisposto e formalizzato le nostre idee, sempre con l’intento di poter contribuire a migliorare la proposta del governo nazionale e magari, essendo sempre forte il nostro legame con le specifiche esigenze del territorio regionale, rendere quello che è divenuto oggi decreto-legge, denominato “Cura Italia”, più aderente, se possibile, alle nostre realtà.”

“A grandi linee”, ha aggiunto Santangelo ,”abbiamo chiesto l’inserimento di specifiche norme di tutela a favore di start-up (costituite non prima del primo gennaio 2018) con fatturato non superiore ai 400 mila euro. Questa norma, che dovrebbe assicurare contributi a fondo perduto e integrazione del mancato fatturato, ha come obiettivo la salvaguardia del segmento più innovativo, ma anche più debole finanziariamente del nostro tessuto produttivo, proteggendo peraltro l’occupazione giovanile. Inoltre, abbiamo suggerito di prevedere l’accesso alle tutele, già previste dal decreto, per tutte le “associazioni” tra professionisti: ingegneri, architetti, avvocati e commercialisti, che abbiamo un fatturato non superiore a 400 mila euro/anno. La norma servirebbe a proteggere decine di migliaia di associazioni professionali dal rischio di essere fagocitate dai grandi operatori di settore, che faranno sicuramente meno fatica a superare le difficoltà provocate dal quadro economico negativo. Abbiamo anche previsto una norma di salvaguardia per migliaia di gestori di attività sportive che utilizzano impianti pubblici (stadi, palestre, piscine etc) diminuendo il ricorso alla liquidità aziendale o al debito bancario per la ripresa delle attività, prevedendo la possibilità di compensazioni fiscali per tutti i gestori di attività sportive, professionistiche e amatoriali che utilizzino a pagamento, attraverso convenzioni etc, strutture pubbliche per lo svolgimento delle proprie attività caratteristiche.”

“Scendendo nel dettaglio”, ha proseguito Santangelo,”all’articolo 62 del decreto “Cura Italia”, che riguarda il “Credito d’imposta per botteghe e negozi”, si è pensato di aggiungere un comma in ragione delle possibili economie di utilizzo dei fondi concessi a quelle attività rientranti nella zona franca urbana (ZFU) sull’intero territorio nazionale e al fine di limitare gli impegni di spesa a oggi previsti per il contenimento degli effetti negativi legati alle già citate misure varate a favore dei soggetti esercenti attività di impresa, riconoscendo la possibilità di estendere l’utilizzo dei citati crediti da ZFU, per i cosiddetti “incapienti”, anche a compensazione delle imposte non considerate nei corrispondenti decreti attuativi. Si è ritenuto utile, altresì, una compartecipazione della SIAE per l’erogazione dell’indennità di 600 euro, riconosciuta per il mese di marzo, per quei lavoratori dello spettacolo che abbiano almeno 30 giorni di contributi versati nell’anno 2019. A nostro avviso”,  ha aggiunto il vice presidente del Consiglio regionale,” andrebbe migliorato anche l’articolo 43, che riguarda l’istituzione di un Fondo per i lavoratori dipendenti e autonomi, compresi i professionisti, che hanno cessato, ridotto o sospeso l’attività in conseguenza dell’emergenza epidemiologica, prevedendo agevolazioni per quelle attività di formazione finalizzate al ricollocamento di questi lavoratori. Bene il Fondo di garanzia, all’articolo 48, ma bisognerebbe quantificare le risorse rese disponibili per ciascuna Regione per evitare che le risorse finiscano in grande “calderone” in considerazione del fatto che le Regioni possono compartecipare a questo Fondo. Infine, abbiamo valutato che, così come viene riconosciuto un credito d’imposta nella misura del 50 per cento per le spese di sanificazione degli ambienti e degli strumenti di lavoro, fino ad un massimo di 20mila euro, allo stesso modo andrebbero trovati fondi per investimenti tesi ad agevolare l’attività di smart working come: acquisto di strumenti informatici, accessi/abbonamenti a piattaforme, realizzazione di piattaforme, formazione dei lavoratori”. Santangelo ha concluso con l’auspicio “che le nostre proposte, come consiglieri regionale e come Regione Abruzzo, siano prese in seria considerazione dal governo nazionale e possano trovare accoglimento in sede di conversione del decreto-legge.”