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Sardine anche in Abruzzo, sbarca a Pescara il movimento di protesta antifascista ed antisalviniano

Pescara. Il movimento delle Sardine, sorto in Emilia Romagna per manifestare contro la Lega e Matteo Salvini, si appresta a sbarcare in Abruzzo, notizia che si apprende dal neonato gruppo abruzzese su Facebook.

Come spiegano gli organizzatori, è stata ricevuta la disponibilità alla partecipazione da parte di vari movimenti studenteschi dell’Università D’Annunzio, pagine Facebook ed amministrazioni comunali, che già hanno condiviso all’interno delle loro piattaforme lo slogan “L’antifascismo è fregno sempre”.

La genesi del movimento si è avuta il 14 novembre a Bologna, stante la presenza in città di Salvini a sostegno del candidato alla presidenza dell’Emilia Romagna Lucia Borgonzoni: per ammissione degli organizzatori, gli stessi sono riusciti a radunare circa 6mila persone in piazza Maggiore per manifestare il proprio disappunto nei confronti dell’ex Ministro degli Interni.

La manifestazione, che non ha fatto capo a nessun partito, ha invece visto la presenza di molti cartelli con raffigurate delle sardine, a simboleggiare il messaggio “staremo stretti come le sardine, perchè saremo in tanti: la sardina è un pesce silenzioso, che si contrappone ai toni forti dei populisti”.

La città scelta per la manifestazione potrebbe essere pescara, come si intuisce dall’hashtag #Pescaranonsilega.

“Abbiamo aspettato un po’ prima di creare il gruppo. Ero indecisa – spiega sul gruppo Facebook Deborah Cieri – Poi però mi è di nuovo passata sotto gli occhi una dichiarazione di Salvini da ministro, una dichiarazione frequente: ‘Io rappresento 60 milioni di Italiani’. Ebbene, se questa iniziativa deve avere uno scopo che sia quello di contraddire queste parole, non importa se salirà al governo, non importa con quale maggioranza, l’importante è che sia sempre possibile, a chiunque lo stia ascoltando dal vivo, dire che c’è un banco di sardine che lui non rappresenterà mai. Che il suo linguaggio, la sua disumanità, la sua volgarità e le sue menzogne non ci rappresentano. Si inizi da qui. È poco forse. Ma fa sentire meno soli”.