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“Sbirri di m…”, scatta la denuncia per un post offensivo sui poliziotti uccisi a Trieste: sembra che l’autore sia aquilano

L’Aquila. I rappresentanti del sindacato di Polizia FSP dell’Aquila, Fabio Marinelli e Santino Li Calzi, hanno presentato una denuncia/querela nei confronti dell’autore di un post pubblicato su Facebook in cui vengono pronunciate offese e manifestazioni di odio molto forti ai due poliziotti uccisi a Trieste.

Ecco il post incriminato, pubblicato su Facebook da tale Massimiliano Graziani: “Sbirri di merda adesso per vendicare il povero Stefano Cucchi devono sbranarvi in gabbia adesso è quasi arrivato il vostro momento… mo vi voglio proprio vedere merde secche…Stefano Cucchi vive e voi dovete pecorizzarvi tutti i giorni e spero che incontrate chi vi sottomette bene a dovere dalla mattina alla sera…merde merde merde le notti saranno lunghe e non vi devono dare tregua vi devono mangiare vivi…Riposa in pace Stefano in tanti ti vogliamo bene….”.

“Sinceramente” spiega in una nota il segretario Marinelli “non riusciamo a comprendere il perché di tanto odio nei confronti di chi, ogni giorno, mette a repentaglio la propria vita per garantire la libertà di tutti noi, compreso quelli che ci vogliono morti. Se le informazioni risultanti dal profilo Facebook  veritiere, lo stesso è nostro concittadino e spiace constatare che anche a L’Aquila vi sia chi, per dare sfogo a chissà quale istinto, non si sottrae al clima di odio verso la Polizia dando sfogo ai propri cattivi
pensieri forse dettati da preconcetti ideologici contro chi indossa una divisa”.

“Siamo stufi di assistere, inermi, alle continue aggressioni di chi pensa di continuare, indisturbato, nello loro attività di dileggio, offesa e oltraggio contro le Forze dell’Ordine e pertanto auspichiamo che l’autorità giudiziaria prenda i giusti provvedimenti nei confronti dell’autore del post” afferma Li Calzi. “Lo dobbiamo alla memoria di tutti i caduti e delle loro famiglie. In caso di processo” concludono i sindacalisti “l’FSP Polizia dell’Aquila si costituirà parte civile e le somme eventualmente ottenute saranno devolute alle famiglie dei colleghi uccisi a Trieste”.