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Scendono in piazza gli agricoltori delle regioni colpite dal sisma. Imprudente a Coldiretti: facciamo squadra

L’Aquila. Un fronte comune, tra le Regioni colpite dagli eventi sismici e il sistema dell’agricoltura, con Coldiretti in testa, per suggerire modifiche all’ultimo decreto sisma e concertare misure di semplificazione, sostegno e sviluppo al comparto. E’ quanto emerso stamattina a Roma, in piazza San Silvestro, nel corso dell’iniziativa “La terra non trema: la riscossa dei contadini”, organizzato da Coldiretti con allevatori e pastori abruzzesi, laziali, umbri e marchigiani, che ha visto la presenza anche del ministro Bellanova. Un grande mercato delle specialità contadine sopravvissute al dramma del terremoto, un modo per tenere alta l’attenzione sulle difficoltà e aiutare la ripresa.

Per la Regione Abruzzo ha partecipato il vicepresidente della giunta con delega all’agricoltura, Emanuele Imprudente. “Vi ringrazio” ha detto Imprudente rivolgendosi al presidente di Coldiretti nazionale, Ettore Prandini e a quello abruzzese, Silvano Di Primio “per aver riportato al centro del dibattito del paese il problema dei crateri sismici e degli eventi che hanno danneggiato le quattro regioni. Ho vissuto il 2009, ero amministratore all’Aquila, e ho vissuto il 2016-2017. La Regione Abruzzo conosce come le altre le problematiche: si sono sovrapposti le difficoltà, i danni, le procedure. Bisogna ringraziare in maniera forte il grande coraggio e la grande determinazione dei sindaci dei Comuni montani, territori difficili e complicati. Se oggi i borghi sono ancora in piedi è grazie ai sindaci, agli agricoltori e ai contadini che si sono rimboccati le maniche per lunghi mesi, senza aiuti”.

“E’ il momento di definire una volta per tutte le procedure per la gestione delle emergenze” ha affermato Imprudente. “Le catastrofi non ci hanno insegnato nulla, si cambiano le regole ogni volta. Questo danneggia i cittadini e gli agricoltori. Noi ci identifichiamo nei vostri prodotti, rappresentano le nostre terre. Lo sforzo vero non è trovare le risorse, ma spenderle. L’impegno del sistema-paese deve essere questo: fare il salto di qualità, pensare di dare opportunità ad agricoltori e contadini, riducendo al minimo lacci e lacciuoli. E’ il momento di aprirci per far ripartire l’economia. Facciamo squadra con gli agricoltori, con l’Italia che lavora e manda avanti le famiglie” ha concluso il vicepresidente.