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Scioperano i lavoratori delle aziende meccaniche di Chieti, 50 posti di lavoro a rischio

Chieti. Uno sciopero è stato proclamato dalla Fiom Cgil per domani alla Tomassetti meccanica di precisione a Chieti Scalo con presidio
davanti ai cancelli dalle 8 alle 11 e, sempre per domani alla Meccanica Eltom di Casalincontrada dalle 8 alle 12.30. Secondo il sindacato le due aziende, che operano nel settore della meccanica di precisione, “sono vicine al punto di non ritorno e circa 50 fra lavoratrici e lavoratori rischiano concretamente di rimanere senza lavoro: soffrono infatti un calo nella richiesta di prodotti e alla crisi congiunturale si sono aggiunte le mutate condizioni di salute del proprietario ed unico amministratore e dunque è indifferibile l’ingresso di un amministratore che dia sostegno all’attuale Elio Tomassetti”.

“Le mensilità delle maestranze viaggiano a circa un mese di ritardo – denuncia il sindacato – ed ad oggi si attende la retribuzione di maggio, a volte per mancanza di liquidi, a volte perché la proprietà decide che non debbano essere erogate semplicemente perché crede che queste siano state già regolate oppure per puro capriccio. Sempre per capriccio – secondo la Fiom Cgil – non si effettuano più lavorazioni su turni avvicendati concentrando tutti i lavoratori in un unico turno creando doppioni sulla stessa macchina con la
conseguente perdita economica. Non esiste un organigramma aziendale – dice ancora la Fiom Cgil – e quindi nessuno è autorizzato nel prendere iniziativa se non il proprietario”. Secondo il sindacato, inoltre, “sempre per capriccio la proprietà ha deciso di tagliare utenza telefonica di rete fissa e fax, come succede anche che all’improvviso si rinunci incomprensibilmente a lavorazioni già assegnate”. “Al tempo stesso mentre si è fatto realizzare un roseto dipinto a mano lungo tutta la recinzione di cemento armato e si è commissionato un dipinto gigante che raffigura le gloriose ‘Ferrari’ per appenderlo al cancello d’ingresso di un terreno in disuso, nello stesso tempo non si acquistano materiali necessari alle lavorazioni e ancor peggio non si pagano i lavoratori”.