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Scioperano per 24 ore i dirigenti medici e sanitari, all’Aquila sit-in davanti al San Salvatore

L’Aquila. “Il Governo nazionale e le Regioni tolgono risorse all’assistenza dei cittadini”. Così in una nota il segretario Regionale del sindacato dei medici Anaao, Filippo Gianfelice, annuncia che anche in Abruzzo domani dirigenti medici e sanitari sciopereranno per 24 ore. In particolare, a L’Aquila, i medici e i dirigenti sanitari si raduneranno per un sit-in, dalle ore 11 alle ore 12, nel piazzale antistante l’ospedale “San Salvatore” e per l’assemblea che, a seguire, si svolgerà nell’aula “Alice Dal Brollo” all’interno del nosocomio abruzzese. “Uno sciopero di 24 ore per difendere il lavoro negli ospedali pubblici – spiega nella nota Gianfelice il quale sottolinea i medici ospedalieri incroceranno le braccia per protestare contro la legge di bilancio 2018, che persevera nel definanziamento della sanità pubblica, sia in termini di risorse realmente disponibili sia in rapporto al Pil, non adeguando il fabbisogno ai livelli di assistenza che dovrebbero essere garantiti ai cittadini”.

Ma l’Anaao protesta anche per altri sostanziali motivi, tra cui le risorse economiche stanziate inadeguate rispetto al prolungato saccheggio dei fondi contrattuali e alle economie realizzate grazie al turn-over dei dirigenti medici e sanitari, in assenza di controlli da parte delle Regioni, le trattative per il rinnovo del contratto collettivo in fase di stallo, l’ esame di ammissione alle Scuole di specializzazione che lascerà fuori dai percorsi formativi e dall’accesso al lavoro 10 mila giovani medici in tutta Italia “mentre il Servizio Sanitario non trova specialisti, nel disinteresse di fatto delle istituzioni”. Ed ancora: gli insufficienti processi di stabilizzazione dei precari e il fatto che “il ministero della Salute e le Regioni lavorano ad una determinazione dei fabbisogni di personale che tratta il lavoro medico come prodotto da catena di montaggio, comprimendo il tempo di cura, peggiorando la qualità dell’assistenza e della prevenzione, ed incrementa esponenzialmente i rischi clinici per i pazienti”.