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Maxi piantagione di Cannabis scoperta sotto all’autostrada, nuovi dettagli sul sequestro avvenuto un mese fa

La banda aveva la base per la lavorazione vicino al casello di Tagliacozzo

 

Tagliacozzo. Emergono nuovi particolari sull’operazione della guardia di Finanza messa in atto il 16 ottobre scorso che aveva portato all’arresto dei tre stranieri albanesi accusati di spaccio e coltivazione di sostanze stupefacenti. Si tratta di un laboratorio per la trasformazione della cannabis in marijuana e due piantagioni, ubicati a poca distanza dal casello di Tagliacozzo dell’autostrada Roma-L’Aquila, nel territorio del Comune di Carsoli. L’operazione è stata messa a segno un mese fa dai Finanzieri del comando provinciale di Roma, che hanno arrestato 3 persone intente alla coltivazione dello stupefacente.

I militari del Gruppo di Tivoli, dopo diversi giorni di appostamenti e sopralluoghi nei boschi marsicani, avevano individuato nella parte sottostante un cavalcavia, occultato tra la fitta vegetazione, l’opificio clandestino attrezzato per la lavorazione della droga e munito di reti di plastica sulle quali venivano posizionate le piante per l’essiccazione, da sottoporre, poi, a lavorazione e suddivisione in dosi. Adiacente al laboratorio i Finanzieri  avevano scoperto
due appezzamenti di terreno adibiti alla coltivazione della cannabis, con annesso canale di scolo. All’atto dell’intervento erano all’opera tre uomini di nazionalità albanese, che avevano tentato la fuga opponendo resistenza ai militari.

Erano state  trovate oltre 400 piante, alte dai due ai tre metri, ormai giunte alla piena maturazione e pronte per essere estirpate. Sono stati inoltre rinvenuti picozze, machete, coltelli e contenitori di fertilizzante. Nelle abitazioni dei tre “coltivatori”, erano  state rinvenute dosi di hashish e di marijuana già pronte per la vendita. La merce sequestrata, per un peso totale di oltre 300 chilogrammi, avrebbe potuto fruttare sulle piazze di spaccio oltre 700mila euro.

I tre responsabili, arrestati ed associati alla Casa Circondariale di Avezzano, dovranno ora rispondere dei reati di coltivazione e spaccio di sostanze stupefacenti, oltre che di resistenza e violenza a pubblico ufficiale. L’operazione rientra nel dispositivo di contrasto ai traffici illeciti e di tutela della salute dei cittadini predisposto dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma.