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Scuola e coronavirus, pronto un esercito di 9mila infermieri. I presidi: sì all’autocertificazione

Continua il dibattito in vista della riapertura delle scuole, prevista per il 14 settembre. Il presidente Stefano Bonaccini ha convocato la conferenza delle regioni e delle province autonome per oggi: prevista una seduta strordinaria in videoconferenza, con all’ordine del giorno le valutazioni delle linee guida per l’informazione agli utenti e le modalità organizzative per il contenimento della diffusione del Covid-19 in materia di trasporto pubblico.

Tema che è poi all’ordine del giorno della successiva conferenza unificata delle 19.

Intanto 9mila infermieri scolastici, uno per ogni plesso, in azione diretta, e non solo su chiamata, per verificare la corretta applicazione delle misure anti-Covid, ma anche la salute e i bisogni assistenziali degli alunni (e del personale docente) non-Covid. Questo l’annuncio della Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche (Fnopi), pronta a scendere in campo con le proprie forze. Un infermiere, sottolinea la Fnopi, che di fatto c’è già, ed è l’infermiere di famiglia e comunità.

“La nostra Federazione assicura la massima collaborazione alle istituzioni per consentire una riapertura in sicurezza delle scuole”, dice la presidente di Fnopi, Barbara Mangiacavalli.

“Sarebbe una buona idea quella di far sottoscrivere- in vista dell’inizio dell’anno scolastico- delle autocertificazioni ai genitori, per i ragazzi minorenni, come quelle già distribuite negli aeroporti. Ed è in linea con tutte le precauzioni prese a livello nazionale”. E’ quanto afferma Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione nazionale presidi (Anp). Sulla somministrazione di test sierologici, estesi su base volontaria, anche ai ragazzi, Giannelli ha commentato: “Siamo favorevoli allo screening degli studenti. Credo però che non ci siano sufficienti risorse per effettuarli a tappeto, considerando che sono 8,5 milioni”.