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Senegalesi protestano davanti al Comune, Maragno: abbiamo anche tentato soluzione diplomatica

Montesilvano.­ Dopo il maxi blitz interforze di ieri per lo sgombero del cosiddetto ‘ghetto’ di via Ariosto a Montesilvano, i senegalesi che vivevano nelle palazzine stanno protestando davanti al Comune. Una cinquantina i manifestanti, che stanno presidiando la piazza del municipio, sotto il controllo imponente delle forze dell’ordine. I senegalesi criticano il sindaco, Francesco Maragno, che sei mesi fa ha firmato l’ordinanza che ha portato allo sgombero di ieri. “Sindaco, sindaco”, hanno ripetuto in coro, chiedendo di incontrare il primo cittadino, che poi ha ricevuto un loro rappresentante. “E’ da anni che vivevamo li, lavoriamo e versiamo i contributi regolarmente da tanti anni”, dice uno dei manifestanti. Diverse le richieste dei senegalesi. C’è chi si chiede dove andare a vivere, chi vuole riavere i propri vestiti ed oggetti personali e chi si lascia andare a veri e propri sfoghi, dicendo di aver “perso tutto”.

“Abbiamo dato la risposta che la città attendeva da anni. Noi una soluzione diplomatica l’avevamo trovata, ma non c’è stata disponibilità da parte loro. L’intervento di ieri è arrivato dopo sei mesi di tentativi di interlocuzione e di dialogo con i senegalesi”. Così il sindaco di Montesilvano, Francesco Maragno, a proposito del maxi blitz interforze che ieri ha portato allo sgombero del cosiddetto ‘ghetto’ di via Ariosto. Il punto della situazione nel corso di una conferenza stampa organizzata proprio per tracciare un bilancio dell’operazione di ieri, mentre un gruppo di senegalesi protesta all’esterno del Comune. Presenti insieme al sindaco l’assessore a Lavori pubblici e Polizia locale, Valter Cozzi, il dirigente di settore Gianfranco Niccolò e il luogotenente Nicolino Casale, comandante della Polizia locale. “C’era un problema di igiene e sanità pubblica ­ ha spiegato il sindaco ­ oltre al fatto che le palazzine sono fatiscenti e a rischio crollo, per non parlare dei pericoli legati ad eventuali epidemie. L’intervento di ieri è arrivato dopo aver tentato per sei mesi un’interlocuzione con i senegalesi, ma non c’è stato verso di dialogare con loro. Via Ariosto era diventata una sorta di ostello per stranieri, con persone di passaggio da tutta Italia. Siccome a giugno le persone presenti nel complesso sarebbero diventate almeno 350, si è deciso di intervenire per evitare che la situazione si aggravasse ulteriormente”. “Era il centro di spaccio e di contraffazione in città ­ ha aggiunto ­ Nell’ultimo mese c’è stato almeno un episodio di spaccio ad un tredicenne e due aggressione ai danni delle forze di polizia. Oggi finisce l’intervento straordinario, con il completamento dei lavori per murare gli accessi delle palazzine. Da domani la responsabilità passa ai proprietari delle strutture, che dovranno mettere in sicurezza gli edifici. Se non lo faranno presenterò una denuncia in Procura”. Il sindaco ha anche sottolineato che “su 48 appartamenti solo tre erano affittati con regolare contratto”. Ieri il Comune ha messo a disposizione di donne, bambini ed anziani alloggi ed hotel, ma i senegalesi, secondo quanto riferito, hanno rifiutato. I proprietari degli immobili, a quanto appreso, sono tutti di fuori città.