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Senza stipendio gli addetti alle pulizie delle 19 new town aquilane, sindacati chiedono chiarimenti a comune

L’Aquila. In attesa del cambio di società affidataria, sono senza stipendio e tredicesima i 28 dipendenti della società Flash che, per conto del consorzio Seaman, ha svolto fin qui l’appalto delle pulizie degli spazi condominiali dei 4.450 alloggi antisismici del progetto C.a.s.e. e dei 1.500 Map dell’Aquila costruiti dopo il sisma 2009. Lo denunciano in una nota le segreterie provinciali della Filcams Cgil e Ugl Igiene ambientale, che constatano “il silenzio da parte dell’amministrazione comunale” e annunciano “la proclamazione dello stato di agitazione”. Secondo quanto appreso da fonti sindacali, nel frattempo che l’appalto per la pulizia delle 19 “new town” viene affidato a una nuova società, i lavoratori sono rimasti privi di compensi sia dal vecchio sia dal nuovo assegnatario. “È dell’ultima ora altra proroga tecnica, una già dal 1 febbraio al 15, ora fino al 28 febbraio per la presunta assegnazione a nuova ditta aggiudicatrice dell’appalto; quindi altro mese senza stipendio?”, si chiedono polemicamente.

Per Cgil e Ugl, “dopo la nostra diffida della scorsa settimana, totalmente ignorata, e qualche timido anche se oggettivamente buon proposito di prendersi carico delle varie corresponsioni arretrate dei salari, dall’8 gennaio, data in cui vi è stato ulteriore incontro in Comune per tale situazione, a oggi il personale ancora non riceve gli stipendi, di cui, ribadiamo, alcuni arrivano a circa 300 euro mensili”. Per le due sigle sono “vane le rassicurazioni avute in una riunione di fortuna del giorno 30 gennaio presso Villa Gioia” nel quale “alla presenza di consiglieri bipartisan, si erano date garanzie per la surroga alle inadempienze del consorzio Seaman, precedente assegnatario del richiamato appalto”. “I dipendenti sono allo stregua delle forze sia psicologicamente che economicamente – continua la nota – nonostante gli stessi lavoratori continuino a garantire il servizio richiesto, a oggi non hanno ancora avuto certezze di pagamento in surroga neanche da parte del committente”.