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Senza tetto accampati sotto il ponte della ferrovia ospitati nella struttura comunale

 

Pescara. “I senza dimora che stazionano sotto il ponte della ferrovia a cui fa riferimento Giancarlo Odoardi di Pescara Bici in una nota riportata dalla stampa, sono conosciuti da tempo dalle unità di strada delle associazioni, che attuano abitualmente il monitoraggio sul territorio e che collaborano con l’Amministrazione Comunale –  afferma l’assessore alle Politiche Sociali Antonella Allegrino – e alcuni di essi sono stati già accolti da giorni nella struttura denominata ‘Monsignor Britti’ di via Rio Sparto, che abbiamo aperto il 30 dicembre scorso mettendo a disposizione 70 posti letto per affrontare il periodo più freddo dell’anno. Nei locali i senza tetto possono entrare dalle 20 alle 22, riposare durante la notte e trovare riparo fino alle 9 del mattino. Come abbiamo fatto con gli altri, abbiamo inviato anche coloro che sono rimasti a dormire sotto il ponte a recarvisi, ma alcune sono persone che non accettano di condividere questa soluzione né alcun’altra, sia per convinzione sia perché hanno altre problematiche che li tengono lontani da strutture assistenziali e che purtroppo li espongono al freddo e, talvolta, a situazioni di rischio. Le unità di strada e gli operatori dei Servizi Sociali sono a conoscenza di questa situazione e cercano di assisterli con tutto ciò che può essere utile alla loro sopravvivenza, noi abbiamo messo in campo di tutto ma è difficile motivarli anche per chi ha le competenze e l’esperienza per farlo”.

Nella struttura di via Rio Sparto trovano attualmente ospitalità una quarantina di senza dimora di varie nazionalità: italiani soprattutto, ma anche, rumeni, polacchi e nigeriani. Li accolgono i volontari delle associazioni, che affiancano l’assessorato alle Politiche Sociali nell’organizzazione e nella copertura dei turni all’interno dei locali, e  privati cittadini che hanno risposto all’appello a collaborare lanciato dall’assessore Allegrino.  Attualmente le associazioni sono: On the Road, la comunità di Papa Giovanni XXIII, la comunità di Sant’Egidio, l’associazione culturale Clemente De Caesaris, l’associazione culturale Emozioni, l’Ordine di Malta, gli psicologi della P.E.A (Psicologia Emergenza Abruzzo) e gli scout giovani, mentre il Banco Alimentare offre un contributo con prodotti confezionati per la colazione. E’ stato attivato dal Comune anche un servizio di assistenza notturna, per rispondere ad ogni necessità degli ospiti, e di vigilanza in caso di criticità. L’accoglienza nella struttura sarà attiva fino alla fine del mese di febbraio. Il progetto rappresenta una sperimentazione fondata sulla collaborazione tra Comune, privato sociale, mondo del volontariato e privati cittadini per dare una risposta concreta ed organizzata al bisogno di sopravvivenza e di dignità degli “ultimi” presenti sul territorio. I cittadini sono invitati a segnalare eventuali situazioni di bisogno, ma anche a dare un contributo in termini di volontariato.