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Sindaco che va, sindaco che resta: entro 24 ore saranno ufficiali le candidature dei primi cittadini

Chi ha sciolto le riserve e chi è ancora indeciso

L’Aquila. Come auspicato dal presidente del consiglio regionale, Giuseppe Di Pangrazio, alcuni sindaci in odore di candidatura alle prossime elezioni regionali hanno sciolto le riserve relative alla loro posizione. La stessa che, entro il 6 ottobre, avrebbe dovuto essere chiarita con tassativa certezza.

Fra questi troviamo il sindaco di Trasacco (ormai ex) Mario Quaglieri che si è dimesso per correre all’Emiciclo (con Fratelli d’Italia) lasciando nelle mani di un commissario nominato dal Prefetto dell’Aquila il piccolo borgo marsicano. Gabriele Florindi, sindaco di Città Sant’Angelo, nei giorni scorso si era defilato dalle urne così come Luciano Marinucci, primo cittadino di San Giovanni Teatrino (di cui, però, a dire il vero si sapeva già a inizio settembre)

Il sindaco di Francavilla, Antonio Luciani, ha chiesto altro tempo per decidere se candidarsi o ritirare le dimissioni. Il sindaco di Fossacesia Enrico Di Giuseppantonio nel pomeriggio di ieri ha annunciato che continuerà a ricoprire il ruolo di primo cittadino, mentre si deve ancora conoscere la posizione del sindaco di Chieti Umberto Di Primio (probabilmente in mattinata ne sapremo di più)

La scelta che, però, ha fatto più rumore è quella operata del sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, il quale ha scelto di restare al timone del capoluogo rinunciando, così, al ruolo di leader regionale di Fratelli d’Italia di cui, peraltro, è coordinatore provinciale.

Al netto delle valutazioni personali e strategie partitiche, però, c’è un aspetto che in questi giorni emerge con maggiore prepotenza: il malumore dei cittadini di fronte all’indecisione dei propri sindaci nel non avere le idee chiare su quale strada percorrere.

Se da un lato troviamo chi spera di vedere maggiormente rappresentati i problemi della propria zona o del proprio territorio, dall’altro lato – quello apparentemente più ampio – troviamo, invece, chi ritiene scellerata la decisione di abbandonare il proprio comune in virtù di una scelta che in molti giudicano come “egoista”.