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Sindaco di Atessa scrive a Conte e Marsilio: servono disposizioni anche per il trasporto pubblico

Atessa. Una lettera al premier Conte, al presidente della Regione Abruzzo e al capo della Protezione civile. L’ha inviata il sindaco di Atessa, Giulio Borrelli, dopo aver girato le aziende della Val di Sangro, dove ogni giorno approdano 30mila lavoratori. Nell’emergenza Coronavirus, Borrelli chiede interventi e regole anche per quanto riguarda il trasporto pubblico, quello dei lavoratori pendolari, ammassati nei bus senza nessuna protezione e in barba a ogni decreto.

“Vi scrivo in qualità di sindaco di Atessa, uno dei Comuni della Val di Sangro, in cui è presente la più grande zona industriale non solo dell’Abruzzo, ma dell’intero Centro Sud. La zona ospita la Sevel, di proprietà del gruppo FCA, la Honda Italia e molte altre aziende di rilevanza internazionale.

In quest’area industriale, giornalmente, si muovono decine di migliaia di operai e impiegati pendolari, provenienti anche dalle regioni limitrofe, alle dipendenze sia delle grandi multinazionali dell’automotive, sia delle numerose aziende dell’indotto. La maggior parte dei lavoratori contano sul trasporto pubblico regionale per recarsi nel proprio posto di lavoro, con numerosi pullman che arrivano e partono, e il servizio di navetta interno all’area, di cui usufruiscono per raggiungere le proprie aziende, dopo che gli autobus si fermano negli stalli assegnati.

Operai ed impiegati che, a fine turno, fanno ritorno nelle loro case, per ricongiungersi ai propri familiari, in alcuni casi anziani, malati o disabili.

Ho esaminato con la doverosa e necessaria attenzione anche l’ultimo D.P.C.M. del 11.03.2020, con il quale vengono dettate ulteriori e più stringenti misure per il contenimento della pandemia mondiale in corso. Vi ringrazio per la sollecitudine e la gradualità con cui avete risposto a questa grave crisi e comprendo la difficoltà nel cercare di contemperare esigenze primarie diverse.

È un momento delicato e nuovo; appare evidente la necessità di muoversi con grande senso di responsabilità per mantenere un delicato e precario equilibrio. Tengo, pertanto, a precisare che alla presente non può e non deve essere attribuita alcuna e strumentale valenza di polemica politica. Tuttavia, a nome di questo territorio, è mio compito domandarVi una maggiore chiarezza circa le Vostre previsioni per le aziende.

All’art. 1, comma 7, del citato decreto, vengono dettate quelle che appaiono essere delle “raccomandazioni”, non vincolanti, per quanto concerne in particolare le attività produttive, lasciando ad una accentuata discrezionalità imprenditoriale l’individuazione delle “attività dei reparti aziendali non indispensabili alla produzione” e la gestione sanitaria delle attività essenziali.

Su questa scorta, la Sevel, per esempio, ha deciso di sospendere la produzione per quattro giorni, fino a domenica, e riorganizzare le linee di montaggio in modo da poter garantire le distanze di sicurezza tra gli operai. Viene così ridotta, dalla prossima settimana, di un quarto la produzione di veicoli commerciali di questa azienda. Anche le mense saranno riorganizzate.

Tali misure non sono applicabili in ogni realtà aziendale della zona. Molti lavoratori denunciano l’impossibilità di vedersi garantita la distanza di sicurezza e l’assenza di mascherine protettive. È un fatto, poi, che sulle navette e nei pullman non è stato finora possibile rispettare le misure di sicurezza.

Sono perfettamente consapevole, come amministratore, della enorme difficoltà di compiere, in questo momento, delicate scelte politiche, alla luce della necessità di contemperare e bilanciare diverse esigenze e legittimi interessi pubblici e privati.

Nella dichiarazione al Paese, il Presidente del Consiglio ha giustamente tenuto a sottolineare che è preminente la salvaguardia della salute e dell’incolumità pubblica, costituzionalmente garantita, per cui tutti gli altri interessi appaiono assurgere al rango di “secondari”.

Detto ciò, le disposizioni dell’ultimo decreto appaiono di non facile applicazione, in realtà, come quelle che Vi ho descritto.

Tutto questo non possiamo permettercelo, in questa situazione di emergenza sanitaria mondiale.

Auspico ed invito, pertanto, il Governo centrale e quello regionale, per quanto di rispettiva competenza, a voler emanare, al più presto, circolari esplicative, contenenti maggiori e più puntuali indirizzi operativi, sia per l’individuazione delle attività produttive ritenute indispensabili e strategiche, in questo momento emergenziale, per il nostro Paese, sia puntuali misure di contenimento del contagio, per quanto riguarda il trasporto pubblico regionale e l’uso di dispositivi di protezione personale.

Si chiede, in ogni caso, di potenziare con la massima urgenza il servizio di trasporto pubblico da e per la Val di Sangro e di aiutare quest’amministrazione nell’approvvigionamento di mascherine protettive per i lavoratori della zona industriale.

Si raccomanda anche di disporre diffusi controlli ispettivi da parte di tutti gli organi preposti (Forze dell’Ordine, ASL, Ispettorato Nazionale del Lavoro, ecc.) per verificare che nelle aziende siano rispettate tutte le previste misure di contenimento del contagio.”