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Sisma dell’Aquila, Fondazione Roma: serve ritorno alla vita della città, si doveva e si poteva fare di più

L’Aquila. “Emerge chiaramente che si doveva e si poteva fare di più, non solo in termini di ricostruzione di case ed edifici pubblici, ma anche con riguardo alla ricostruzione immateriale, a quegli interventi, cioè, che favoriscono il ritorno alla vita della città ed il recupero del tessuto urbano e commerciale”. Così in una nota della Fondazione Roma, nel fare in occasione del decennale del sisma dell’Aquila, un bilancio “degli interventi realizzati e di ciò che resta da fare”.

L’organismo, per anni guidato dal professor Emanuele Emmanuele, oggi presidente onorario, “travalicando il limite del proprio tradizionale territorio d’intervento”, dopo il terremoto ha sostenuto con un contributo di 2,9 milioni di euro “il completo recupero della Chiesa di San Biagio d’Amiternum”, in pieno centro storico. “Sotto il primo profilo, paradossalmente, il ritardo più grave lo fa registrare la ricostruzione pubblica, praticamente al palo, in particolare quella delle scuole, nonostante le passerelle dei maggiori leader politici italiani e mondiali recatisi nel capoluogo abruzzese a promettere aiuti importanti ed immediati, mentre la ricostruzione privata del centro storico è in fase avanzata”, si legge ancora nella nota.

“Proprio nell’ambito del contributo offerto dai privati”, spiega la Fondazione Roma, “nel caso di specie privati no profit, alla ricostruzione del centro storico de L’Aquila un posto d’onore, che sarebbe giusto ricordare e sottolineare con plauso in questi giorni, cosa che finora, invece non è avvenuta, va riconosciuto alla Fondazione Roma”. Nella nota si sottolinea che “il 18 gennaio 2011 iniziò l’intervento architettonico vero e proprio e dopo soli diciotto mesi di lavori di consolidamento strutturale e restauro, nel pieno rispetto dei tempi previsti, il 22 luglio 2012 la Chiesa fu restituita alla comunità aquilana, riconsacrata con il titolo di San Giuseppe Artigiano e riaperta al culto con una solenne cerimonia officiata dall’Arcivescovo monsignor Giuseppe Molinari”.