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Sisma L’Aquila, Chiodi: errore più grande fu porre fine a emergenza, ma la burocrazia rallenta le operazioni

L’Aquila. “L’errore più grande è stato il rientro nelle procedure ordinarie e la fine dell’emergenza decretata nel 2012. Come se un paziente in terapia intensiva venisse dimesso anzi tempo, questo il motivo principale del grave ritardo nella ricostruzione, in particolare in quella pubblica”. Così l’ex presidente della Giunta regionale, Gianni Chiodi, intervenendo all’Aquila nella seduta del consiglio regionale per commemorare il decennale del sisma dell’Aquila.

“Questo fu voluto dal ministro Barca e dal sindaco Cialente – ha proseguito Chiodi che è stato commissario governativo per la ricostruzione -, nella convinzione che ciò avrebbe aumentato i poteri dei sindaco e del territorio. In realtà, aumentarono i poteri, ma rallentò tutta la ridistribuzione”.

Secondo Chiodi, “oggi purtroppo si combatte con un governo e uno stato che non si ritiene più responsabile, e con procedure ordinarie che esaltano la burocrazia ed i suoi tempi lunghi”. “Tornare all’emergenza? Questa sarebbe la soluzione, ma non so se è una strada percorribile e compresa dal territorio”.