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Consorzio Vini d’ABruzzo 2

Sit­ in dei lavoratori dello stabilimento Dayco, maestranze e sindacati chiedono certezze sul piano industriale

Pescara. Sit­in di protesta pacifico dinanzi la sede della Giunta d’Abruzzo, a Pescara, di oltre duecento lavoratori della Dayco Europe azienda che produce cinghie di distribuzione per auto, con stabilimenti a Chieti, Manoppello (Pescara) e Colonnella (Teramo). La richiesta è che la Regione si faccia da mediatrice per risposte urgenti da parte dell’azienda sul futuro e sul relativo piano industriale. A fine incontro, con una delegazione di maestranze e sindacalisti, il vice presidente della Regione Giovanni Lolli ha rassicurato i lavoratori sull’impegno dell’Ente regionale: “Siamo di fronte ad una vicenda che non nasce oggi e che seguiamo con le delegazioni sindacali. Parliamo di un’azienda vero gioiello per la nostra regione, con una produzione intensa che
realizza utili. Ma, nonostante questo, siamo preoccupati perché un’azienda che opera nel settore dell’automotive, con numeri importanti, non sta investendo e non ha presentato un piano industriale credibile”.

“Tutto ciò mettendo in pratica atti che sembrerebbero andare ­ ha aggiunto Lolli ­ nella direzione di un indebolimento e non di un rafforzamento. Abbiamo per questo chiamato e incontrato l’azienda, firmato anche un protocollo in Regione, in cui l’azienda si impegnava a comunicare le varie iniziative aziendali, e invece così non è stato. Per questo siamo preoccupati e riconvocheremo formalmente ad un tavolo l’azienda e l’ad per farci spiegare quello che sta accadendo, perché questi lavoratori stanno difendendo il loro futuro e quello del territorio, con una grande disponibilità a collaborare per il bene dell’azienda”. Il coordinatore territoriale della Filctem Cgil Carlo Petaccia ha spiegato che “la protesta segue tre giornate di sciopero dei lavoratori di un’azienda che sta attuando una riorganizzazione che per noi prevede una contrazione del personale. Parliamo di una azienda che produce utili e che non può attuare una riorganizzazione unilateralmente senza discutere un piano industriale. Chiediamo per questo di sederci ad un tavolo e parlare con le varie parti. Se Dayco deciderà di ridimensionare la produzione, sarà un danno per l’intera Val Pescara”.