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Sit-in dei pensionati davanti alla sede Asl di Pescara: no all’aumento degli stipendi dei manager e ai tagli della rete sanitaria

Chiesta la riapertura del distretto di Cepagatti e il potenziamento dei servizi

Pescara. I sindacati dei pensionati Spi Cgil, Cisl Pensionati e Uil pensionati, criticano il riordino della sanità abruzzese, e la chiusura del servizio al pubblico per l’esenzione ticket e per la scelta del medico Distretto Sanitario di Cepagatti. Questa mattina presidio-manifestazione a Pescara, nella sede della direzione generale della Asl di via Paolini, per protestare contro l’aumento degli stipendi dei manager Asl e i tagli alla rete dei servizi sanitari pubblici. “Ribadiamo oggi la necessità di un progetto straordinario per ridurre le liste di attesa che riguardano soprattutto gli anziani. Ma più in generale discutiamo quello che la Regione”, spiega il segretario provinciale dello Spi Cgil Paolo Castellucci, “sta facendo con un percorso in antitesi con quelli che sono i bisogni come aumentare gli stipendi ai manager delle Asl abruzzesi, che significa 700 mila euro all’anno in più di spesa e aumentare il budget per le strutture private dal 10 al 20%. Ecco noi pensiamo che questa non sia la politica da portare avanti, che contrasta con quello che ci hanno detto in questi anni, di ridurre ‘ospedalizzazione per potenziare la medicina sul territorio. Il contrario di quello che sta accadendo”.

“Sulla questione di Cepagatti”, precisa, “abbiamo chiesto e ottenuto un incontro con la Direzione Generale della Asl di Pescara per il prossimo 21 ottobre. Direzione che ha parlato di riapertura del servizio al pubblico”. E proprio su quello che sta accadendo al Distretto Sanitario di Cepagatti ha parlato Michele Di Marco, segretario Uil pensionati Pescara che punta l’indice sulla direzione generale della Asl pescarese.

“Protestiamo contro la chiusura della struttura di Cepagatti che è importante”, sottolinea Di Marco, “perché riguarda un comprensorio di 30mila residenti. Quando sopprimi lo sportello per l’esenzione ticket e lo sportello per la scelta del medico di famiglia, e buona parte delle prestazioni sanitarie, crei disagi enormi soprattutto alla fascia più debole della popolazione, con le,persone anziane costrette a recarsi a Pescara, Spoltoreo anche Chieti. La Regione Abruzzo”, conclude, “ci sta portando sulla strada della istituzionalizzazione del settore sanitario privato perché si va sempre più verso il privato, a scapito del pubblico”. Presenti questa mattina al sit-in anche dei cittadini dell’area peligna che chiedono il potenziamento della sanità pubblica nel sulmonese e nella confinante Val Pescara.