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SOA: ‘Campo Imperatore: un parco nazionale sfregiato alla mercé di un turismo d’assalto, comportamenti insostenibili

L’Aquila. “Campo Imperatore, un parco nazionale sfregiato”. Solo qualche giorno fa la Stazione Ornitologica Abruzzese (Soa) Onlus aveva depositato un dettagliato esposto a decine di enti per allertare sui possibili “danni alle rarissime praterie e rischi per l’incolumità pubblica” conseguenti a “motoraduni e comportamenti totalmente insostenibili” consentiti in “un luogo magico ormai alla mercé di un turismo d’assalto”. “Per le praterie, tra le quali quelle attraversate oggi dall’incendio, sono stati spesi un milione 680 mila euro nell’ambito del progetto Life Praterie – ricorda, interpellato dall’ANSA, Augusto De Sanctis della Soa – Si tratta di comunità particolari formate da decine di specie che cambiano al variare dei parametri ambientali. Attorno a Fonte Vetica e Fonte Macina i ricercatori dell’Università di L’Aquila e Ancona hanno mappato nel 1999 decine di tipologie di vegetazione”. L’esposto è stato presentato in data 1 agosto alla Commissione Europea e alla Corte dei Conti Europea, nonché, tra l’altro, a Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, nella cui area si trova Campo Imperatore, al ministero dell’Ambiente, alle Prefetture de L’Aquila e di Pescara, ai Comandi nazionale e regionale dei Carabinieri-Forestali, al ministero dell’Interno e alla Procura della Repubblica de L’Aquila.

“I ricercatori – continua De Sanctis – hanno dimostrato da decenni il gravissimo impatto del calpestio che compatta il suolo e cambia in maniera irreversibile, vista anche la quota, la vegetazione impoverendola e, in alcuni casi, eliminandola completamente facendo
emergere il terreno”. Nell’esposto della Soa che fa riferimento a un evento di metà luglio organizzato a Fonte Vetica, oltre a “stigmatizzare che le autorità erano state avvisate dall’Associazione Appennino Ecosistema già due mesi prima dell’ultimo raduno, si pone l’attenzione anche sulle modalità di fruizione dei punti fuoco”. “Solo venti giorni fa addirittura sono stati sparati fuochi artificiali, non solo vietati nelle aree parco, ma che pongono proprio problemi di incendio. Appare incredibile – conclude De Sanctis – che le sagre di paese debbano confrontarsi con le regole del ministero dell’Interno e invece in questa area protetta possa accadere qualsiasi cosa come avviene ormai da anni”.