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Abolizione Comunità Montane, allarme sindacati che chiedono un confronto con la regione

Pescara. A seguito dell’abolizione delle Comunità Montane da parte della Regione Abruzzo, con l’approvazione della legge regionale n.1 del 2013, il sindacato Cgil si mobilita in difesa dei piccoli comuni delle zone montuose ai quali sono stati interrotti i servizi essenziali.

“L’unico risultato prodotto dalla giunta regionale è un impoverimento delle piccole comunità di cittadini che abitano la montagna, nei centri già molto fragili a causa della dimensione demografica, della collocazione geografica, del progressivo invecchiamento della popolazione”. È quanto afferma Cgil in una nota stampa. “Sinora non è accaduto che l’ennesimo pasticcio – prosegue – affidando l’associazione tra Comuni alla volontà dei singoli amministratori senza che la Regione abbia individuato gli ambiti territoriali entro cui gestire i servizi. Così, per esempio, nella Comunità Majella-Morrone scade a giorni il contratto per la fornitura di servizi sociali essenziali e nessuno, in Regione, indica come assicurare il servizio ai cittadini, che rischia di essere semplicemente interrotto”.  Continua il comunicato, “non vogliamo assistere ancora alla debolezza dei piccoli Comuni, alle prese con la gestione del patto di stabilità, ed alla inadeguatezza e superficialità amministrativa della Regione, che deve subito trovare una soluzione transitoria che non interrompa i servizi essenziali. Una riorganizzazione del territorio, al contrario dello scomposto smantellamento che sta avvenendo, deve porsi l’obiettivo di rafforzare l’insieme delle istituzioni locali, individuando prima le funzioni che essi devono esercitare per i cittadini e ponendoli nella condizione di farlo con lo strumento più idoneo”.

Per ovviare a questi disagi la CGIL chiede che la Regione Abruzzo assuma subito il governo e la guida per il passaggio delle consegne dalle ex-Comunità Montane alle istituzioni locali.“Chiediamo di nuovo che la Regione apra un confronto rapido e stringente tra organizzazioni sindacali e istituzioni per garantire i livelli essenziali delle prestazioni nei Comuni montani”. Hanno dichiarato le segreterie regionali della CGIL nel comunicato stampa.

 cgil