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Spaccio nei locali di Chieti, tre le condanne. L’accusa è di detenzione a fine di spaccio di stupefacenti

Chieti. Si è concluso con tre condanne il processo con rito abbreviato davanti al gup del Tribunale di Chieti Luca De Ninis, a carico di Andrea Di Muzio, di suo fratello Simone e di Michele Montuori, tutti di Chieti. Il primo è stato condannato a cinque anni e sei mesi di reclusione, il secondo a cinque anni e quattro mesi e Montuori a quattro anni e quattro mesi. L’accusa aveva chiesto nove anni per il primo, sei per il secondo e cinque anni e sei mesi per Montuori.

I tre sono accusati di concorso in detenzione a fine di spaccio di stupefacenti ovvero di circa 224 grammi di cocaina, da cui si sarebbero ricavate 974 dosi, e poco meno di 109 grammi di hashish utili per preparare 297 dosi. I fratelli Di Muzio e Montuori erano stati arrestati a maggio del 2018 dalla Squadra Mobile della Questura di Chieti a conclusione di un’indagine che prese il via seguendo i movimenti e i contatti di un pusher e che portò gli investigatori in due noti locali di Chieti Scalo, il pub ‘The Wanted’ e la braceria ‘Bulldozer’, al cui interno fu trovato lo stupefacente, locali dei quali Simone Di Muzio era titolare e diretto esercente, mentre gli altri risultavano esserne dipendenti.