The news is by your side.

Speranza e Boccia diffidano Marsilio, il governatore: risibile intimidazione su responsabilità contagi

L’Aquila. Conferenza stampa del presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, nella sede di Palazzo Silone all’Aquila. Il governatore, assieme all’assessore alla Sanità, Nicoletta Verì, è intervenuto in merito alla diffida spedita dal Governo dopo l’ordinanza regionale di ieri che ripristina la zona arancione in Abruzzo.

“Ho ricevuto intorno a ora di pranzo la lettera di diffida firmata dai ministri Boccia e Speranza”, ha detto Marsilio alla presenza della stampa, “io non voglio drammatizzare il conflitto con il governo ma francamente considero eccessivo se non risibile il tono intimidatorio e la minaccia di responsabilità penale rispetto ai contagi che deriverebbero da questo evento”.

“I nostri legali stanno valutando il tono e i contenuti della diffida”, ha proseguito Marsilio nel corso della sua conferenza stampa via Facebook, “io non condivido questa posizione del ministro. Non condivido neanche questa lettura della norma e soprattutto ho il dovere di far prevalere le ragioni dell’Abruzzo. Sin dal 2 dicembre ho scritto al ministro Speranza chiedendogli in sostanza l’opportunità di utilizzare una facoltà di deroga che gli concede la legge”.

Secondo Marsilio “ci siamo ritrovati con la cabina di regia che riconosce nella sua relazione in maniera positiva il fatto che l’Abruzzo abbia adottato misure anticipate, con risultati importanti, ma il ministro non ne ha preso assolutamente atto. Solo oggi con questa diffida e ieri tramite agenzie di stampa ci dicono “però potete uscire il 9 e diventare arancione. Ora che faccio un’ordinanza con passaggio graduale alla zona arancione, si scatena la diffida e c’è la disponibilità del Governo”.

“Se io avessi atteso che la cabina di regia si fosse riunita venerdì 20 novembre”, ha proseguito il governatore, “poi il sabato l’ordinanza, che va in vigore dal lunedì, noi saremmo entrati in zona rossa otto giorni dopo che il
Gruppo Tecnico Scientifico ci aveva lanciato l’allarme. Abbiamo guadagnato molti giorni, nei quali avremmo
accumulato centinaia e centinaia di casi in più, che sarebbero stati molto più lunghi da smaltire dopo.
Adottando la nostra ordinanza il 16 con decorrenza 18, già nel report della settimana successiva, cioè dal 27,
eravamo arancioni. Significa che quei giorni in cui ci siamo fermati per tempo hanno avuto un effetto
importante. Per questo dico a Governo, serenamente, senza polemica, di rivalutare questa
situazione: non c’è bisogno di aspettare tutti e 21 i giorni che qualcuno ha deciso che servono assolutamente,
creando fibrillazioni e tensioni inopportune”.

“Sono due giorni decisivi per la vita economica del paese”, ha continuato Marsilio, “se fossero stati due
giorni qualsiasi non staremmo neanche a discuterne. Sono cinque o sei giorni che discuto con il ministro anche
in vista di questa scadenza”. Punta il dito sull’emergenze economiche il presidente d’Abruzzo Marsilio riferendosi al periodo di Natale e al periodo di shopping. “Abbiamo dimostrato capacità autonoma di assunzione di responsabilità. Se avessi voluto fare propaganda mi mettevo a fare i comizi in piazza, come fatto da compagni di partito o di governo dei ministri Speranza e Boccia. Potevo fare finta di niente, aspettare il report, farmi schiaffare in zona rossa e protestare, come hanno fatto colleghi di sinistra, per prendersela col Governo ladro. Invece ho subito inserito l’Abruzzo in zona rossa e questa accusa di non aver saputo fare i conti è tra lo schizofrenico e il paranoico”.

” Mi sembra eccessivo dover scontare la pena senza pietà.” È questa la conclusione del ragionamento a cui si è sottoposto il presidente Marsilio è stato chiesto se prima di firmare l’ordinanza abbia avuto interlocuzioni con il Governo. “Con il ministro ne ho parlato”, ha chiarito, “sempre in maniera molto franca, da una parte e dall’altra. Sapeva che c’era da parte mia questa richiesta e questa pressione per riallineare posizione dell’Abruzzo alle altre regioni con i quali condivide gli stessi valori. A me non è che fa vergogna stare in zona rossa o essere l’unico, questo è il teatrino della politica. Quando ci rendiamo conto che la nostra regione sta esattamente nella media nazionale, i dati non li può smentire nessuno. Quindi pensiamo che la cura sia durata a sufficienza. Abbiamo chiesto al ministro di considerarlo, ma ci ha dato mezze risposte. Qualcuno chieda al ministro speranza il perché, in presenza di questi dati e alla vigilia di una data importante come l’Immacolata, di questo rigore invalicabile”.