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Statale 17 e territorio: cittadini e comitati riuniti per discutere di un progetto alternativo

L’Aquila. Il progetto di ammodernamento della ss17 promosso dalla Regione per la creazione di una linea veloce tra L’aquila e Pescara sta trovando in questi mesi l’opposizione di diversi cittadini e amministratori locali. Innanzitutto perché emarginerebbe una buona fetta del territorio aquilano, e non meno avrebbe un impatto ambientale non trascurabile. Ieri il Comitato Civico di Barisciano e Frazioni, davanti ad un nutrito pubblico di cittadini, sindaci e amministratori locali nella frazione di Villa di Mezzo, ha voluto promuovere un dibattito informato, presentando un disegno alternativo. Il loro progetto prevede, contro la costruzione di un nuovo complesso stradale, la riqualificazione dell’attuale ss.17, attraverso la sua messa in sicurezza ed alcune essenziali modifiche; tra queste, l’inserimento di una bretella di ingresso alle aree commerciali di Bazzano e la costruzione di attraversamenti faunistici in alcune zone critiche. Diversi liberi professionisti, tra cui l’architetto Andrea Perrotti, hanno sottolineato IMG_0388come quest’alternativa salverebbe ettari di fertile terreno agricolo, in una visione più ampia di sviluppo territoriale e di sostenibilità.  La strada che è stata definita “corridoio dell’Appenino”, in un territorio ad alta valenza paesistica e ambientale, dovrebbe rientrare in un piano di valorizzazione delle tipicità locali e delle piccole e medie imprese che sostengono l’economia abruzzese, implementando il turismo; emarginare tanti piccoli borghi dell’aquilano con una linea veloce va contro questi obbiettivi, Perrotti ne è convinto, e aggiunge che il progetto di Regione e Anas è in contrasto con lo stesso quadro di riferimento regionale. Per ora comunque, i fondi disponibili, circa 40 milioni di euro, coprirebbero solamente il tratto di strada tra Bazzano e San Gregorio, su cui è prevista la creazione di un nuovo raccordo che si reimmetterà sulla strada provinciale subequana, all’altezza di una rivendita di laterizi. La situazione del più discusso lotto D, che va da San Gregorio a San Pio delle Camere ed interesserà i comuni di Poggio Picenze e Barisciano, è ancora da definire. L’incontro di ieri è stato un primo passo importante, il prossimo dipenderà dalla volontà e dal sostegno dei sindaci locali all’iniziativa popolare, attraverso delibere specifiche. Ma l’incontro di ieri è stato anche l’occasione per tornare a parlare di territorio, protagonisti i cittadini stessi. Qual è il futuro di questa fetta importante dell’Abruzzo montano? Sono state tante le occasioni perse, ha sottolineato la dottoressa Scozzafava, introducendo il tema dei fondi europei: il territorio di molte zone d’Europa dipende quasi interamente dai sistemi di gestione tradizionali, grazie ad una simbiosi tra uomo e territorio consolidatasi nei secoli. E’ per questo che l’Unione Europea ha avviato da tempo Rete Natura Duemila, insieme di aree con forti valori ecologici designate per tutelare la biodiversità. I fondi provenienti da questo progetto, ad esempio, se opportunamente intercettati costituirebbero una notevole fonte di sviluppo, ma, a causa della consueta burocrazia, in Italia sono più difficilmente reperibili che in altri Paesi; a ciò si aggiunge lo scarso impegno della Regione, che non ha ancora approvato i Piani di Gestione dei siti. Il dibattito è aperto. @DiegoRenzi