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Stadio Leo Attili di Tagliacozzo: la città a lutto.

Tagliacozzo. Manifesti funebri in tutta la città per dire no alla cancellazione dello storico Stadio Leo Attili di Tagliacozzo.  Sono apparsi questa mattina a fianco dei necrologi  dei morti ed è un chiaro gesto di protesta contro l’iniziativa che vede la realizzazione del Campus  scolastico proprio sul campo sportivo.

Critiche arrivano anche dal comitato civico sorto nelle scorse settimane. “Le immagini del terreno di gioco dilaniato dalle scavatrici”, spiegano dal comitato, arrivato a oltre trenta componenti, “sono per noi un colpo al cuore. Davanti a ciò tutti i tagliacozzani possono rendersi conto di quanto sia realistica la minaccia di chi intende cancellare lo stadio. Ora è il momento di agire, insieme, come comunità, per fermare quello che, oltre a essere uno sfregio alla storia di questo paese, è uno scempio senza alcun senso logico, economico e urbanistico. Nei prossimi giorni attiveremo una raccolta firme per far sentire la voce della popolazione, ma non lasceremo nulla di intentato per fermare questa operazione scellerata”.

Anche per l’opposizione si tratta di una scelta sbagliata vist che tutte le alternative non sono state accolte. “Non siamo contrari a priori alla realizzazione di un nuovo campus scolastico”, affermano i consiglieri di opposizione Romana Rubeo e Vincenzo Montelisciani, “ma non condividiamo la scelta di costruirlo nell’area dove sorge i Leo Attili, uno spazio troppo vasto per sistemare circa 400 studenti, in calo di anno in anno. Un’area che per la sua conformazione fa aumentare a dismisura il costo dell’opera. Costruendolo in un altro luogo si sarebbe risparmiato denaro, il cui reperimento è peraltro ancora incerto, e non si sarebbe distrutto lo stadio, un’area verde al centro del paese che poteva essere riqualificata o riconvertita. Inoltre non siamo contrari neanche alla riqualificazione della struttura sportiva in Località Sant’Onofrio, per il quale questa amministrazione sta indebitando i cittadini di Tagliacozzo per 630mila euro. Abbiamo proposto alternative più ragionevoli ma questa amministrazione ha voluto tirare dritto senza ascoltare niente e nessuno”.