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Stoccaggio gas e terremoti indotti, Formu H2O lancia l’allarme per un nuovo sito in Abruzzo

Chieti. Uno studio del Massachusetts Institute of Technology (Mit) e dell’Università di Harvard, presentato ieri in una conferenza stampa in Spagna insieme al ministro dell’Energia spagnolo e rilanciato da molti quotidiani, tra cui El Pais ed El Mundo sullo stoccaggio di gas e terremoti, “conferma le nostre preoccupazioni sull’idea di moltiplicare in Abruzzo e in Italia in generale le infrastrutture utili a trasformare il Belpaese in un ‘Hub del gas’ per l’esportazione”. Ad affermarlo è il Forum abruzzese dei movimenti per l’acqua, che rilancia l’allarme per l’Italia commentando quanto emerso dalla ricerca presentata in Spagna. Secondo il Forum, “questa ricerca non solo conferma, per un caso­studio non teorico, i gravissimi rischi che possono essere associati ad infrastrutture di questo genere, ma apre nuovi scenari circa la valutazione delle criticità che possono crearsi sul territorio.

“In Abruzzo ­ ricordano gli ambientalisti ­ il ministero dell’Ambiente ha concesso il parere di compatibilità ambientale favorevole per un nuovo stoccaggio da 150 milioni di mc standard di gas a S. Martino sulla Marrucina (Chieti), un comune in zona a massimo rischio sismico, con 95.000 persone residenti nel raggio di 10 km, Chieti compresa, e sta per autorizzare lo stoccaggio in sovrappressione nell’impianto già esistente a Cupello (Chieti). Inoltre ha autorizzato lo stoccaggio da oltre 500 milioni di mc standard a San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno) a poche centinaia di metri dal confine regionale”. Secondo quanto riferito dal Forum H2o “nello studio statunitense viene evidenziato come uno stoccaggio spagnolo abbia indotto i terremoti avvenuti nel 2013. Contestualmente viene confermato il rischio di sismi indotti di intensità fino a magnitudo 6.8. Il progetto in questione è quello denominato ‘Castor’, al largo del golfo di Valencia, che fu fermato a settembre del 2013, dopo che con l’avvio dell’iniezione di gas nel sottosuolo si erano registrate centinaia di scosse, le maggiori delle quali, di magnitudo 4.3, avvenute una settimana dopo lo stop alle operazioni. Il ministero ha quindi annunciato il blocco definitivo del progetto, del costo di oltre un miliardo di euro”.