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Stop alla pesca dei molluschi a Pescara. La Asl dice no dopo le analisi dell’Izs di Teramo

Pescara. In un tratto di costa pescarese è vietato raccogliere vongole e, nel caso in cui ciò avvenga, prima di essere vendute vanno depurate in apposito impianto. DUE PESCHERECCI MAZARA DEL VALLO SEQUESTRATI DA LIBICILo prevede una ordinanza del sindaco Marco Alessandrini, la numero 600, di giovedì, che prende spunto dagli ultimi accertamenti eseguiti sulle vongole raccolte davanti alla città. La proposta di adottare l’ordinanza è arrivata dal Servizio igiene degli allevamenti e delle produzioni animali della Asl, a seguito delle analisi effettuate dall’Istituto Zooprofilattico sperimentale sul campione prelevato dalla Asl il 3 novembre nello specchio di mare antistante Pescara, nell’ambito del piano di monitoraggio dei molluschi marini.Il risultato di quelle analisi, si legge proprio nell’ordinanza, è «non conforme» per la presenza di salmonella e Escherichia Coli, il cui valore è superiore ai limiti di legge.“In virtù di una nuova comunicazione che ci arriva dalla Asl in data odierna sulla pesca dei molluschi bivalvi, si è reso necessario elevare le prescrizioni precedentemente prese, inibendo completamente la pesca nella zona già oggetto di una precedente ordinanza, finché non verranno ripristinati i requisiti di idoneità sanitaria alla raccolta. Una direttiva che è contenuta in una nuova ordinanza, firmata oggi dal sindaco e comunicata ai diretti interessati, com’è successo con la prima, la n. 600, in cui per effetto delle analisi effettuate dall’Istituto Zooprofilattico di Teramo sugli ambiti di pesca, questi venivano declassificati da zona A a zona B per via della qualità delle acque, dunque da zona libera alla pesca a zona in cui questa era consentita con la prescrizione di depurare il pescato presso un centro molluschi prima della sua commercializzazione. La nuova ordinanza si è, come detto, ritenuta necessaria a fronte di nuovi dati comunicatici dalla Asl. Il divieto resta una prescrizione meramente tecnica perché diretto agli operatori della pesca, i soli che hanno accesso alla zona oggi interdetta. Da qui la ragione per cui l’ordinanza precedente, peraltro presente sul sito del Comune dal 13 novembre scorso, è stata comunicata tempestivamente a tutti i soggetti preposti alla sorveglianza sia a mare che in terra, sia agli operatori delle categorie direttamente interessate, anche al fine di non ingenerare confusione circa il suo contenuto” scrive il vicesindaco Del Vecchio in una nota.