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Strada dei Parchi, residenti Cocullo: fin’ora ignorati. Fabris: con calo utenti rischio aumento pedaggi

Cocullo. Cocullo, L’Aquila e l’uscita di San Gabriele i viadotti che, dicono, “fanno paura”. Partendo da Cocullo (L’Aquila), i piloni alti fino a 50 metri, mostrano in alcuni casi ferri che emergono da tutte le parti e pezzi di cemento che si sbriciola cadendo alla base del pilone. Lungo il pilone si notano rigonfiamenti.

Sopra al viadotto ci sono gli operai che stanno provvedendo a rifare l’asfalto, mentre alla base dei piloni altre squadre di operai stanno provvedendo a rimuovere le parti del cemento che si sta deteriorando.

Nella zona non ci sono case, ma solo alcune rimesse di campagna e una strada interpoderale attraversa l’intera area sovrastata dall’autostrada. Incontriamo Antonio, un agricoltore di Casale di Cocullo al quale chiediamo se la presenza dei piloni così malridotti provoca preoccupazione nei residenti. “No, non siamo preoccupati, ma sotto il viadotto io non ci passo”.

Altri residenti li incontriamo in un alimentare di Cocullo, c’è Margherita che è preoccupata e che addossa la responsabilità alla mancata manutenzione. “Se non crollava il ponte di Genova, qui non sarebbe arrivato nessuno”, dice Margherita. Il viaggio prosegue verso Bussi sul Tirino.

”Se il Ministro Toninelli non vuole contestare i nostri report che stabiliscono che A24 è sicura, a quel punto non faccia allarmismi, perchè in caso contrario la gente si preoccupa e a quel punto diminuisce il traffico. E se diminuisce il traffico si crea un danno, e per contratto se cala il traffico ci sono le condizioni da contratto per aumentare i pedaggi”, lo ha detto Mauro Fabris nel cantiere di Bussi, dove sono in corso i primi lavori di adeguamento sismico dei piloni dell’A25.