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Strada Parchi ai governatori di Lazio e Abruzzo: intervenire sulla manovra incostituzionale

L’Aquila. ­”E’ l’ora che anche la Regione porti all’attenzione del legislatore gli interessi pubblici di cui essa è centro istituzionale di riferimento”. E’ uno dei passaggi dell’appello che l’ad di Strada dei Parchi Spa (concessionaria di A24 e A25), Cesare Ramadori, rivolge alle Regioni Abruzzo e Lazio, in una lettera ai due governatori, Luciano D’Alfonso e Nicola Zingaretti. “Gli utenti laziali e abruzzesi delle autostrade A24 e A25 che ogni giorno pagano il pedaggio per percorre le due arterie ­ osserva ­ meritano di viaggiare in condizioni di sicurezza”. “Le considerazioni impongono ­ è altro passaggio ­ che la Regione levi alta la sua voce, in considerazione del fatto che le autostrade A24 e A25 corrono per grande parte della loro estensione nel suo territorio, fungendo da insostituibile arteria di collegamento fra la sponda adriatica e quella tirrenica, nonché per l’attuazione degli interventi di protezione civile in territori, quali quello laziale e abruzzese, che hanno dimostrato più volte, purtroppo, la propria vulnerabilità ad eventi calamitosi”.

Per Ramadori, “la manovra in atto in Parlamento è palesemente incostituzionale” ed è “inopportuna dal punto di vista politico, poiché sottrae alle Regioni Lazio e Abruzzo risorse che sono generate dai rispettivi territori”. Nella lettera, l’ad ripercorre tutti i passaggi della vicenda e ricorda, tra l’altro, che il ministero, lo scorso 14 aprile, ha “autorizzato il concessionario all’avvio dei lavori di messa in sicurezza urgente dei viadotti delle autostrade A24 e A25 quantificando il relativo importo in euro 164 milioni (a fronte di un importo indicato dalla concessionaria in 194 milioni), senza tuttavia indicare la relativa copertura finanziaria”. Interventi, dice l’ad, “necessari e non più procrastinabili a seguito dell’inerzia del Ministero nella definizione della procedura di aggiornamento del Piano Economico e Finanziario (Pef) della concessione, malgrado il periodo regolatorio sia scaduto da circa quattro anni”.