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Suicidi in carcere, la Regione approva un piano per contrastare il fenomeno tra i detenuti

L’Aquila. Al fine di fronteggiare la piaga sociale dei detenuti suicidi in carcere, la Giunta regionale d’Abruzzo ha approvato il Piano regionale per la prevenzione delle condotte suicidarie nel sistema penitenziario per adulti. La Regione Abruzzo nel dicembre 2012 aveva adottato il Programma per la prevenzione del rischio autolesivo e suicidario dei detenuti, degli internati e dei minorenni sottoposti a provvedimento penale, nel quale era stato disposto che in ciascun Istituto Penitenziario andava realizzato un piano di accoglienza che prevedesse una valutazione multiprofessionale e l’individuazione di un percorso interno, per tutti i detenuti nuovi giunti, in particolare per i soggetti che risultavano a rischio di suicidio. Nel documento approvato è previsto che la Regione si doti di un proprio Piano di prevenzione regionale, affidando all’Osservatorio Regionale Permanente di Sanità Penitenziaria il compito di elaborare uno specifico Piano Regionale per la prevenzione delle Condotte suicidarie contenente le linee di indirizzo utili per rendere
operativi quelli locali in modo omogeneo.

Sarà cura dell’Azienda Sanitaria territorialmente competente, in collaborazione con le strutture dell’istituto penitenziario, attuare il Piano di Prevenzione che ha i seguenti obiettivi: a) attenzione e sostegno tecnico-clinico, rientrando in tale area quelle figure clinico – professionali che venendo a contatto col detenuto possono cogliere sintomi o richieste di attenzione e dare corso ad un primo
sostegno ed alla segnalazione del caso; b) attenzione e sostegno tecnico, rientrando in tale area la figura del funzionario giuridico pedagogico; c) attenzione atecnica, rientrando in tale area tutti coloro che in ragione delle loro funzioni (polizia penitenziaria, detenuti, volontari, docenti, avvocati) possono venire a contatto del detenuto e rilevare situazioni di criticità; d) decisione, riservata a chi riveste funzioni apicali e di governo, quali il Direttore dell’Istituto, il Comandante di Reparto, gli addetti alla Sorveglianza Generale. Nel provvedimento approvato, viene inoltre stabilità di nominare i Responsabili delle Unità Operative di Medicina Penitenziaria delle USL quali componenti del Nucleo dei Referenti Regionali, con il compito di: – eseguire e verificare la redazione e l’aggiornamento periodico dei Piani locali; – programmare la formazione degli operatori locali; – pianificare le attività di audit clinico; – raccogliere le prassi valutate più rispondenti agli obiettivi ed inviarle al livello centrale; – svolgere o delegare azioni conoscitive e/o inchieste amministrative ritenute opportune o dovute.