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Sulle tracce del drago, tre giorni fantasy che ha fatto rivivere il centro storico dell’Aquila

L’Aquila. Una performance e una presenza scenica assolutamente straordinarie con suggestioni musicali celtiche rivistate in chiave moderna, quelle che il quintetto tutto al femminile delle Green Clouds ha regalato al pubblico di piazza Santa Margherita dell’Aquila nella serata di giovedì 20 agosto, a conclusione della sesta edizione di Sulle Tracce del Drago. La manifestazione è stata ideata e promossa dal giornalista e scrittore Salvatore Santangelo negli anni Novanta, ed è recentemente tornata per tre giorni ad animare il centro storico del capoluogo abruzzese e il programma della Perdonanza Celestiniana dopo circa quindici anni di assenza, riscuotendo un notevole successo anche in occasione del 721º appuntamento della ricorrenza religiosa e culturale. Non è un caso se il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, nei saluti inaugurali della tre giorni che ha voluto rivolgere al pubblico e agli organizzatori insieme al presidente del Comitato Perdonanza Alfredo Moroni, abbia voluto sottolineare che «la qualità dei contenuti, l’entusiasmo e la massiccia partecipazione hanno fatto ri-guadagnare a questa manifestazione la posizione che si merita all’interno del cartellone del giubileo celestiniano». Un appuntamento, insomma, che è tornato a coinvolgere tante ragazze e ragazzi del capoluogo che dal sisma del 2009 hanno visto mancare luoghi e occasioni di aggregazione per poter esprimere passioni e capacità creative, oltre che per vivere insieme momenti di gioco e sana competizione. «Sulle Tracce del Drago è stata l’ennesima dimostrazione che i giovani aquilani, se uniti attorno a un tema comune che li appassiona, si confermano essere efficienti ed efficaci organizzatori e animatori del panorama cittadino» ha affermato Riccardo Cicerone, uno dei fondatori dello spazio di coworking Strange Office e tra i principali artefici del successo della manifestazione, realizzata grazie al sostegno offerto dall’associazione culturale L’Aquila Che Rinasce e dalla Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia dell’Aquila. Nelle giornate del 18, 19 e 20 agosto, il Palazzetto dei Nobili, uno tra i più suggestivi edifici storici della città, ristrutturato e restituito ai cittadini aquilani nel 2012, così come l’adiacente piazza Santa Margherita, si è infatti riempito dei colori e dei suoni del fantastico, con tornei e dimostrazioni di giochi di tutti i generi e per tutte le età (di ruolo, di carte collezionabili e da tavolo, senza ovviamente tralasciare i videogames), una mostra sul Fantasy e il Medioevo, eventi culturali e serate musicali. Fondamentale il contributo delle associazioni di live action role playing games Storie dall’Oltre, Draghi di Andorian e Imperium Legacy, che oltre a sessioni di gare di abilità ed eventi di gioco di ruolo aperti al pubblico hanno organizzato, nella giornata conclusiva della manifestazione, una caccia al tesoro nel centro della città proponendo in chiave ludica la storia dell’Aquila e i personaggi che ne sono stati protagonisti. Sempre all’insegna della storia e delle tradizioni, i membri della Sala d’Arme Achille Marozzo – Sede dell’Aquila, hanno mostrato ai curiosi le tecniche di scherma rinascimentale da loro studiate sui trattati antichi e quindi applicate in piena sicurezza. Grande affluenza anche agli stand di The Lost Dungeon Comics & Games, ludoteca che aprirà i battenti nel capoluogo in autunno, della fumetteria Atlantide, del Gundam Italia Club, di Myril Jewels, del collettivo indipendente di artisti Work4Art e di Play Agenda, applicazione nata proprio per soddisfare le esigenze dei giocatori di ogni genere. Tra gli appuntamenti dedicati all’approfondimento culturale, tutti tenuti all’interno della sala conferenze del Palazzetto dei Nobili la presentazione, nel pomeriggio del 20 agosto, dei libri Gray, di Francesco Falconi (Mondadori, 2014) e de Il Sogno della Bella Addormentata, di Luca Centi (Piemme, 2014), introdotta e moderata in presenza dei due scrittori dal redattore di FantasyMagazine Andrea Massacesi e con letture dell’autrice Alessandra Prospero. Hanno trovato spazio anche interventi di carattere storico-culturale, sulle origini della cavalleria medievale, sulla storia dell’arpa e della tradizione bardica, e infine sulla connessione tra body art e cosplay, quest’ultima trattata dalla critica d’arte Roberta D’Intinosante. Notevoli la curiosità e l’entusiasmo per i cosplayer che hanno reso ancora più vivace la tre giorni, soprattutto partecipando alla competizione, a loro dedicata, nella serata di mercoledì 19 agosto. Quello del costume play (espressione all’origine della parola), cioè l’arte di creare e quindi indossare costumi e accessori di un personaggio del mondo dei fumetti, dei libri, dei videogiochi, dei film e delle serie.