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Sulmona, interventi chirurgici bloccati: terapia intensiva compromessa da caso Covid

Consigliere Fedele (M5S) e senatrice Di Girolamo (M5S): stanchi delle passerelle di Marsilio

L’Aquila. Operazioni chirurgiche bloccate all’ospedale di Sulmona a causa del reparto di terapia intensiva compromesso da un caso Covid.

Interventi chirurgici bloccati, poiché la terapia intensiva a supporto della sala operatoria è stata compromessa da un paziente contagiato; una sorta di reparto Covid provvisorio dislocato a circa 800 metri dal pronto soccorso con cui deve però condividere il personale, costretto a fare su e giù nei cortili dell’Ospedale e grave carenza di personale sanitario che si tenta di arginare sottraendo reparti alle cure ordinarie per focalizzarsi sul Covid: anche a Sulmona, l’Ospedale risente dell’assenza di programmazione ormai cronica nella Asl 1”, questo il resoconto del consigliere regionale M5S Giorgio Fedele e della senatrice M5S Gabriella Di Girolamo.
“Non siamo nella situazione degli ospedali marsicani, ma basta che aumentino di poco il numero dei ricoverati a Sulmona per farla piombare nella stessa situazione. Gli ospedali della provincia dell’Aquila fanno tutti parte di un sistema molto precario, al collasso di uno il crollo è generale. Alla luce di questo, ci duole constatare che anche Sulmona, infatti, è un ospedale che non ha beneficiato sulla carta del potenziamento Covid ma che si è trovato nei fatti a dover gestire casi di contagio che senza gli investimenti necessari e personale adeguato sta portando la struttura al collasso. È fondamentale che l’assessore Verì e la dirigenza Asl ci dicano chiaramente quali strutture sono chiamate a fare cosa e che si proceda con i dovuti atti per consentire al personale di curare i pazienti nel miglior modo possibile”.

“Siamo stanchi delle contraddizioni di questo centrodestra e delle passerelle di Marsilio, che dopo Avezzano si è recato in visita anche a Sulmona. Il territorio ha bisogno di soluzioni e di un Presidente che imponga agli organi della Asl una corretta programmazione e gestione dell’emergenza. Gli interventi adesso devono avere una visione d’insieme affinché siano decongestionate le strutture pubbliche, prevedendo anche accordi con quelle private, in modo da garantire il regolare svolgimento degli interventi che non hanno niente a che vedere col Covid. Si tratta, evidentemente, di una sconfitta del sistema sanitario regionale se, ancora prima di arrivare all’apice del contagio, è necessario chiedere l’aiuto del privato. Tutte iniziative che sarebbero dovute essere già pronte e attuabili ma, evidentemente, se ci troviamo in questa situazione, la programmazione iniziale è stata fallimentare, col direttore generale della Asl Testa e la direttrice sanitaria Cicogna che dovrebbero per questo essere rimossi dall’incarico il prima possibile. Il centrodestra prenda i provvedimenti necessari dopo aver perso tutto questo tempo”, concludono.