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#Sulmona21Aprile: no al “gasdotto dei terremoti”, boom di adesioni per la manifestazione contro stoccaggi, gasdotti e pozzi

Sulmona. “Manifestiamo per la valorizzazione del Belpaese, per il risparmio, l’efficienza energetica, le nuove tecnologie e contro le opere “fossili” degli idrocarburi; scendiamo in piazza per difendere il territorio da opere dannose, costose e inutili come la centrale SNAM di Sulmona e il “gasdotto dei terremoti” Sulmona-Foligno; contestiamo che in ltalia, il paese del sole, bellissimo per il patrimonio ambientale e naturale, con alta densità di popolazione e grandi problemi ambientali da risolvere, a forte rischio sismico e idrogeologico, siano realizzate grandi opere per la realizzazione dell’Hub del Gas avviando il paese verso il binario morto dell’energia fossile” così il Coordinamento No Hub del Gas – Abruzzo che in conferenza stampa ha presentato tutti i numeri della manifestazione che si terrà oggi Sulmona dalle 15 in poi a partire da Viale Togliatti con conclusione a Piazza Garibaldi. Sono 365 le adesioni pervenute da tutta Italia, dalla Diocesi con in testa il vescovo ai comuni, alle aree protette e ai rappresentanti istituzionali della regione passando per tantissime organizzazioni, da 190 associazioni nazionali e locali di tantissime regioni a tutte le sigle sindacali, da quasi tutti i partiti a decine di realtà economiche operanti sul territorio. È un vero e proprio coro quello che si alzerà domani a Sulmona: “stop a progetti calati dall’alto come centrale e gasdotto, basta con le fossili e con le opere inutili e dannose, vogliamo il risanamento del territorio, da Bussi alla qualità dell’aria, la prevenzione sismica per ospedali e scuole, la valorizzazione turistica e la protezione della salute e dell’ambiente”.

“Sono ben 11 gli interventi in terra e in mare solo tra Marche, Umbria, Lazio, Abruzzo e Molise che rientrano pienamente in una strategia più vasta, la trasformazione dell’Italia nell’Hub del Gas. Tanti tasselli di un progetto che viene presentato in maniera spezzettata per non avere una forte opposizione e senza neanche una Valutazione Ambientale Strategica a livello nazionale per evitare qualsiasi discussione pubblica sull’effettiva utilità per gli italiani e sui rischi connessi. Si pensi che, in realtà, il gasdotto Sulmona-Foligno è solo uno dei 5 tronchi del gasdotto Rete Adriatica che dovrebbe percorrere l’intera dorsale appenninica nelle aree a maggior rischio per oltre 600 km, attraversando anche aree fondamentali per l’acqua come quella appena retrostante le Sorgenti del Pescara, una delle riserve idriche più grandi in Europa. In realtà a sua volta si lega indissolubilmente con il contestatissimo TAP in Salento e con un ulteriore bretella SNAM di 55 km. Stoccaggi, pozzi di estrazione, gasdotti, prospezioni petrolifere su larga scala in mare che elenchiamo qui con una breve descrizione delle loro principali caratteristiche. Tanti i rischi connessi, da frane a esplosioni, da emissioni in atmosfera con danni locali e generali per i cambiamenti climatici, dai sismi indotti alla perdita di biodiversità, dalla subsidenza all’impatto sulla salute per i cittadini, dal danno al turismo a quello slla pesca. Invece sono tanti profitti per chi realizza e gestisce le opere per estrarre, stoccare e far transitare il gas verso il Nord Europa con la beffa che a pagarle siamo noi con le bollette!”

“E’ il frutto avvelenato di una politica governativa finora schierata con petrolieri ed affini guardando agli interessi del passato che non vogliono tramontare nel paese del sole, che non vogliono far vedere il presente e voltare il paese verso le tecnologie che già oggi stanno cambiando il volto dell’economia mondiale. Il consumo di gas in Italia ha avuto il picco nel 2005 e la rete esistente è sovra-dimensionata. A Marzo in Portogallo tutta l’energia elettrica consumata è stata prodotta da rinnovabili e hanno pure esportato. Per la mobilità il mercato in 2-3 anni sarà inondato da modelli totalmente elettrici e in Giappone le colonnine di ricarica elettrica superano già oggi i distributori di carburante in vista di questa rivoluzione che in realtà è già in corso in molti paesi. In Norvegia ormai si vendono più auto elettriche che tradizionali. L’idea del gas come fonte di transizione per 40-50 anni (che poi è la vita di un gasdotto) tra carbone e rinnovabili sta tramontando velocemente per via della rivoluzione tecnologica e della necessità sempre più impellente di combattere i cambiamenti climatici. I problemi dell’intermittenza dell’energia prodotta da rinnovabili si sta risolvendo in pochi anni con impianti di accumulo che iniziano a funzionare in grandi paesi. Le lobby che hanno influenzato le politiche energetiche del paese negli ultimi anni ci stanno facendo quindi perdere il treno avviandoci su un binario morto con pesantissimi impatti sul territorio”.

“Per questo oggi saremo in tanti a Sulmona per affermare i nostri diritti anche verso atti arroganti di un governo che ha perso le elezioni proprio per le loro politiche vecchie ma che vuole continuare a decidere come se nulla fosse accaduto. Un Governo e diversi funzionari ministeriali che pensano a far attraversare con un enorme cantiere i tre crateri sismici di L’Aquila, Amatrice e Norcia da un’opera miliardaria mentre tutto attorno i cittadini vivono quotidianamente problemi immensi. Cosa è strategico veramente? Per chi? Le comunità si rimettono in marcia dopo aver sconfitto, all’ultimo secondo utile dopo lotte di dieci anni, Centro oli di Ortona e Ombrina, prove che l’unica lotta che si perde sicuramente è quella che non si combatte. In queste settimane abbiamo svolto più di 25 incontri sul territorio nella carovana No Hub delGas. Noi ci siamo e invitiamo tanti cittadini a partecipare in questa bella lotta per la difesa del nostro patrimonio e della nostra salute”.