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Taglio dei parlamentari, Abruzzo tra le regioni più colpite: come cambiano gli scenari

Avezzano. Oggi nelle stanze del potere si parlerà della riduzione del numero dei Parlamentari. Un provvedimento, bandiera del Movimento 5 Stelle, che indipendentemente dai pro e contro, è destinato a far discutere.

In cosa consiste? Nella riduzione della rappresentanza parlamentare, che passerà dai 630 Deputati attuali alla Camera a 400, e dai 315 Senatori attuali in Senato a 200, con una riduzione del 36.5% degli eletti.

Il risparmio rispetto alla spesa attuale? Lo 0.007%!

E allora dove sono i vantaggi di questa riforma? Sono tutti per i parlamentari che, con la legge elettorale attuale, avranno ancora più potere nelle proprie mani, assurgendo al ruolo di plenipotenziari nei rispettivi territori.

Interi territori, bisogna dirlo, saranno sensibilmente influenzati dalla riforma: rischieranno, infatti, di non avere rappresentanza parlamentare. Perché? Andiamo ad analizzarlo con l’ausilio di freddi ma onesti, loro si, dati.

L’Abruzzo vanta circa 1.308.000 abitanti, con una rappresentanza parlamentare di 21 Onorevoli, 14 alla Camera e 7 al Senato. Allo stato attuale, significa che vi è 1 Deputato ogni 94mila abitanti ed 1 Senatore ogni 187mila.

La riforma attuale prevederà una rappresentanza parlamentare di 11 Onorevoli, 9 alla Camera e 4 al Senato. Il che significherà 1 Deputato ogni 145mila abitanti ed 1 Senatore ogni 327mila.

Nella pratica, bisogna ricordare che le prime 5 città abruzzesi per numero di abitanti (Pescara, L’Aquila, Montesilvano, Teramo e Chieti) accorpano 349mila abitanti. Non serve dire altro, se non che la nostra Regione sarà decisamente vessata dalla riforma: mentre la media nazionale vedrà una riduzione del 36.5% del numero dei seggi, in Abruzzo la riduzione sarà del 39.3%.

Gli effetti? La diminuzione della rappresentanza parlamentare causerà la produzione di un’elite politica maggiormente distante, come riportato in dati, dal comune cittadino. E questo scemare della rappresentatività, a favore di un sistema più simile ad una oligarchia che alla democrazia diretta paventata dal M5S, porterà l’Italia ad essere la Nazione europea con meno parlamentari per abitante, partendo dal presupposto che meno rappresentanti in Parlamento significhi maggior efficienza.

Economicamente, come si è detto, la risposta è un secco no. Il resto è da dimostrare.