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Tar esamina ricorso su Megalò 2 contro ‘bocciatura’ Comitato Via, Wwf si costituisce in giudizio

Chieti. Il Wwf Chieti Pescara sarà presente domani, con un proprio ricorso ‘ad opponendum’, dinanzi al Tribunale amministrativo regionale nell’udienza cautelare in programma domani in cui verrà esaminato il ricorso proposto dalla società Sile Costruzioni di Barzana (Bergamo), la ditta interessata alla realizzazione del centro commerciale noto come Megalò 2 a Chieti Scalo. La società ha fatto ricorso contro la decisione del Comitato Via della Regione che il 24 marzo scorso ha dichiarato improcedibile il progetto rigettando la richiesta di proroga del parere favorevole quinquennale rilasciato nel 2012 e chiede l’annullamento della decisione del Comitato previa sospensiva. Il Wwf sarà affiancato, ma nell’udienza di merito che dovrà essere fissata, da alcune associazioni di categoria quali Confcommercio, Confesercenti, Legambiente, Consorzio Chieti Centro, Upa, Cna, Cia e Casartigiani che loro volta presenteranno ricorso ‘ad opponendum’.

Il Wwf chiede ai giudici amministrativi di riconoscere la validità delle scelte del Comitato Via, che di fatto ha bocciato le nuove costruzioni ma non il completamento dell’argine, e dunque di respingere il ricorso della Sile Costruzioni. L’obiettivo dell’associazione ambientalista è, come spiegato questa mattina nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno preso parte anche i rappresentanti delle associazioni di categoria, di evitare “che venga cementificata ancora ed in maniera consistente ­ come scrive l’avv. Francesco Paolo Febbo nel ricorso ­ un’area già fortemente compromessa da imponenti costruzioni e, soprattutto, di evitare il rischio esondazione che, nell’eventualità si verificasse, procurerebbe danni catastrofici ed incalcolabili, agevolmente immaginabili”. La difesa del provvedimento del Comitato di Valutazione Ambientale nasce anche dal fatto che “con questo giudizio ­ osserva ancora Febbo ­ finalmente sembra prendersi coscienza dei rischi e dei pericoli immani che l’area interessata e, con essa la collettività, si vedono costretti a correre, per fini meramente utilitaristici, commerciali ed economici”.