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Terme di Caramanico, Febbo: responsabilità Governo D’Alfonso. Oggi incontro con sindacati e lavoratori

Pescara. “La responsabilità di quanto accaduto è del Governo D’Alfonso, che non ha capito la gravità della situazione e ha cercato di inventare soluzioni non idonee”: così l’assessore alle Attività produttive della Regione Abruzzo Mauro Febbo interviene sulla vicenda delle Terme di Caramanico, chiuse a stagione iniziata, mentre la società che gestiva la struttura è in liquidazione volontaria. “La passata Giunta regionale è stata immobile per cinque anni”, precisa l’assessore, “i 21 milioni di euro di debiti loro li conoscevano e non dovevano rinnovare la concessione ventennale”.

“Inventarsi un finanziamento di 900mila euro che non può essere diretto a una singola società”, spiega Febbo, “perché bisogna ricorrere a un bando a cui non può accedere una società in liquidazione volontaria, ecco mi chiedo come si possa aver fatto tutto questo, prendendo in giro lavoratori, proprietà e abruzzesi”. Febbo ha poi incontrato una delegazione composta da sindacalisti, lavoratori e dal sindaco del paese. Sotto alla sede dell’assessorato sit-in dei dipendenti.

“Noi contiamo ancora di salvare la stagione”, prosegue Febbo, “perché non vogliamo danneggiare l’immagine del nostro Abruzzo, oltre ad avere l’obbligo di garantire e tutelare i lavoratori, con idee che abbiamo e vogliamo mettere in atto, ma con la collaborazione e uno sforzo da parte della società di gestione delle Terme che ha dei problemi e ha deciso di andare in liquidazione volontaria”.

“Con questo primo tavolo oggi”, conclude, “vogliamo fare chiarezza: la crisi in atto è datata negli anni e ha portato a un dissesto economico e finanziario, lo scorso anno c’è stata la dichiarazione di liquidazione volontaria. Questo crea una serie di problemi, per cui vorremmo sapere dalla proprietà cosa vuole fare”.