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Tornano ad affollarsi spiagge e centri italiani. Tra le mete preferite le città d’arte e il mare

L’Aquila. Centri storici che tornano ad animarsi, in particolare Roma e Firenze, ma anche Venezia che dopo quasi tre mesi di ‘deserto’ ha visto calli e campi riempirsi di veneti che senza turisti hanno riscoperto la loro Serenissima.

Ma è soprattutto il mare ad aver attirato gli italiani provati dal lockdown: spiagge affollate, anche se non si registrano casi di assembramenti, con gli stabilimenti balneari che hanno iniziato a lavorare con il distanziamento e le spiagge libere usate per camminare, per la pesca, per i giochi dei bambini. Meno affollati i parchi cittadini rispetto alle scorse settimane: ormai gli italiani si sono distribuiti più uniformemente, scegliendo anche le gite in montagna, dove purtroppo non sono mancati gli incidenti mortali, come in val Lasties, sul gruppo del Sella in Trentino Alto Adige.

Ancora controlli, anche in chiave anti movida, con l’esempio di Ferrara che ha deciso di mettere il “numero chiuso” in piazza e Piacenza che ha messo regole più strette per l’aperitivo. Secondo i dati del Viminale, nel primo giorno di giugno sono state 99.650 le persone controllate in tutta Italia per il rispetto dei divieti imposti dai provvedimenti per l’emergenza coronavirus, 375 delle quali sono state sanzionate e 2 denunciate per aver violato la quarantena. Sono state poi 24.931 le attività commerciali controllate: 20 gli imprenditori sanzionati mentre per 7 esercizi è stata disposta la chiusura.

Tra i centri storici quello che ha visto la maggior affluenza è stata sicuramente Roma, con la riscoperta della città: tanti sulle banchine del Tevere in bici o a correre fin dalla prima mattina o a mangiarsi un gelato al Pantheon. Non sono mancati gli amanti dell’arte che hanno approfittato della riapertura di musei e mostre, ma anche delle chiese storiche, come quella della Bocca della verità, di solito impossibile da visitare per la fila di turisti. Alta l’affluenza dei romani verso le spiagge del litorale con la giornata che ha segnato il maggior numero di presenze, anche per pranzare nei ristoranti sulla costa. Non è stato tuttavia un pienone o un assalto. Diversa la situazione di Milano: chi era in città è fuggito verso laghi e montagne. Mentre a Bologna in centro tutto normale. Si sono registrati solo molti più dehor, conseguenza della possibilità data dal comune ai gestori di locali, ma nessun assembramento particolare dopo quelli che si sono visti inizialmente. A Fico, il parco del cibo, la riapertura invece ha portato qualche fila. A Firenze è tornata la passeggiata nel cuore della città, tra piazza della Signoria e il Duomo: tanta gente in giro, tutti rigorosamente toscani e con tante mascherine.

Per i fiorentini sono tornate alcune abitudini ormai perse, come quella di godersi i monumenti e o di mangiare in posti caratteristici un panino, di solito appannaggio di giapponesi e americani. Ma fuori dal centro il deserto, con tanta gente andata al mare, nella spiagge della Versilia e verso il Pisano. Primo bagno e tintarella per molti amanti del mare in Puglia dove i lidi si sono rianimati ma, complice anche una giornata ventosa, non si registra il pienone. La pioggia, invece, ha fatto fare un flop al ponte balneare in Sardegna: da sud al nord dell’Isola pochi ombrelloni in spiaggia, soprattutto al mattino, secondo i protocolli anti Covid, ma poi fuggi fuggi generale per le condizioni peggiorate come a Carloforte, con pochi rimasti a mangiare un panino ai chioschi, come a quello di Punta Nera.

Un caso a parte è Venezia, in questi giorni semi-invasa dai turisti locali, ovvero veneti essendo ancora chiusi gli spostamenti tra regioni, dove si sono viste comitive senza mascherina, soprattutto gruppi di familiari, o di amici, per i quali l’obbligo era già più blando. In tanti anche a San Marco o sul Ponte della Paglia e si sono rivisti anche i pic-nic improvvisati di vacanzieri ‘mordi e fuggi’ seduti sui gradini delle Procuratie. Insomma un ritorno ai problemi ‘veneziani’ pre-lockdown. E il sindaco Luigi Brugnaro ha segnalato l’arrivo in città “incredibilmente anche di 200 tedeschi! Non mi chiedete come hanno fatto, ma sono arrivati. I tedeschi non li ferma nessuno. Bravi tedeschi, vi vogliamo bene”.