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Tornano in piazza a Pescara gli agrumi contro mafie e sfruttamento

arancePescara. Tornano nella nostra città gli agrumi contro mafia e sfruttamento. Martedi’ 2 febbraio arriveranno ben 1000 Kg di arance navel/tarocco biologiche da piccoli produttori solidali della Calabria. Le arance verranno distribuite presso lo Spazio Sociale della Federazione Prc in Via F.Tedesco 8 da martedì 2 a giovedì 4 febbraio dalle 16:30 alle 20:00.

Ogni anno migliaia di schiavi della terra vivono e lavorano in condizioni disumane e da ottobre ad aprile vengono sfruttati sino all’inverosimile, talvolta senza ricevere neanche la paga. Non si sta parlando di paesi del terzo mondo: tutto questo avviene ora, in questo preciso istante, in Italia.

“Rosarno come Castel Volturno, Palazzo san Gervasio, Foggia, Nardò, Saluzzo, Potenza e non solo. Ghetti senza acqua né luce, guerra tra poveri e sfruttamento, è questo il capitalismo nelle campagne, la lunga filiera che porta il “Made in Italy” sugli scaffali del mondo e garantisce i profitti alle grandi aziende. La grande distribuzione stabilisce il prezzo di acquisto dai produttori, un prezzo-ricatto che le imprese sostengono con l’abbattimento dei costi di manodopera, con lo sfruttamento, il lavoro nero e grigio, il caporalato e la criminalità organizzata a dettar legge. Inoltre con la crisi economica sono accelerate le dinamiche di abbandono dei campi e accaparramento delle terre, i piccoli produttori e i contadini sono costretti a vendere la terra o buttare i raccolti.
Per combattere questo stato di cose, anche quest’anno si è deciso di distribuire tramite un canale del tutto autorganizzato gli agrumi di piccoli produttori calabresi che hanno intrapreso un cammino diverso per una produzione etica libera da mafia e sfruttamento. Per offrire un’alternativa praticabile ai piccoli contadini, per far capire con i fatti che la soluzione alla crisi non passa attraverso lo sfruttamento di chi è più debole, ma può nascere solo dalla solidarietà e dalla cooperazione sociale. Per i braccianti immigrati, per favorire l’emersione dal lavoro nero grazie all’applicazione ai produttori di un prezzo equo che ne consente la regolarizzazione. Per la resistenza contadina, per contrastare l’accaparramento di terre ad opera di speculatori, multinazionali e blocco mafioso-clientelare che delinea un nuovo latifondo.”

Nel fare ciò, si è anche deciso di devolvere il ricavato della vendita alla ricostruzione di Kobane. Nel luglio 2014 i miliziani dello Stato Islamico hanno portato morte e distruzione nel Rojava, la regione autonoma del Nord della Siria dove da tre anni si sperimenta un progetto di democrazia radicale. In questa città si è messo in atto per la prima volta un processo sociale (auspicato da molti gruppi curdi) avente lo scopo di raggiungere una totale parità di diritti tra uomini e donne e tra tutte le etnie presenti sul territorio. Ovviamente un tale obiettivo, soprattutto in un territorio del genere, è visto come un atto folle da tutti gli altri stati vicini (Turchia, Siria) e in particolar modo dallo Stato Islamico.
Dopo lunghi mesi di assedio, però, le Unità di Autodifesa del Popolo femminili (YPJ) e maschili (YPG) hanno respinto l’attacco jiahdista. Oggi la nuova sfida è la ricostruzione, dei suoi edifici ma anche dei rapporti sociali che la animavano, di condizioni di vita dignitose e delle possibilità di avere un futuro. Kobane non è solo una città, è un simbolo di libertà e determinazione, è la speranza concreta che in un Medio Oriente stretto tra ISIS e guerra sia possibile costruire un futuro di pace, convivenza e uguaglianza.

È possibile prenotare un sacchetto di arance da 5 Kg a 8 euro chiamando i seguenti numeri: 333.8730156 Paolo, 392.7842078 Marco, 349.0668557 Francesco.

@AndreaMicalone