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Tornano le tasse all’Università dell’Aquila, l’Udu denuncia: “Aumenti fino al 1000%”

Tornano le tasse  all’Università dell’Aquila. Dal prossimo anno accademico, dopo i cinque anni di sospensione accordata dal Miur a seguito del terremoto del 2009, gli studenti dovranno tornare a pagare. Le associazioni studentesche denunciano aumenti che, nel caso degli iscritti con i redditi più bassi, arriverebbero addirittura al 1000 per cento. La reintroduzione delle tasse dopo la sospensione coincide con l’entrata in vigore di nuovo modello di determinazione degli importi a partire dal 2014-2015, secondo quanto ha deliberato il Senato accademico dell’Università dell’Aquila nella riunione dello scorso 22 luglio.Università dell'AquilaLa novità, tuttavia, porterebbe ad aumenti fortissimi che, stando quanto denuncia l’Unione degli Universitari del capoluogo abruzzese, colpirebbero soprattutto gli studenti con un Isee basso: “la peggiore delle ipotesi possibili”, recita la nota dell’UDU in proposito. La prima rata, uguale per tutti gli iscritti e senza esoneri, ammonterebbe a 300 euro, più la tassa Dsu Regionale, di 156 euro. Totale: 456 euro. Cui aggiungere – secondo le informazioni riportate nella nota dell’UDU – 220 euro per gli studenti in prima fascia Isee (Isee 0-21mila euro) e dai 220 ai 900 euro per la seconda fascia (Isee 21mila-53mila euro). Prima del terremoto gli studenti da famiglie a basso reddito dell’Università dell’Aquila pagavano soltanto poche decine di euro di tasse. Ora la quota minima è di 676 euro, di cui 300 di tassa di iscrizione, che il Miur aveva invece stabilito in 198 euro. Nel complesso, continua l’UDU, “rispetto alla tassazione 2008 un incremento fino al 1000 per cento per gli studenti a reddito 0, fino al 50 per i redditi a 30mila euro di Isee, e del 26 per cento per i redditi a 40mila”. Il sindacato studentesco parla di un “chiaro obiettivo politico per la rettrice”. Il nuovo sistema di tassazione, con i relativi super aumenti, sarebbe stato voluto per evitare che le casse dell’Università dell’Aquila risentano delle minori entrate dovute al crollo di immatricolazioni causato dall’introduzione del numero chiuso. E mentre gli studenti su Facebook profetizzano nubi scure all’orizzonte, l’UDU promette di non lasciare nulla di intentato per abbassare le cifre proposte. Anche (e soprattutto) alla luce di una norma di legge prevista dalla spending review 2012: divieto di aumentare per gli studenti con Isee minori di 40mila euro le tasse universitarie se non per l’adeguamento Istat. Calcolato, dal 2008, a +9,6 per cento: cifre ben lontane da quelle deliberate all’Aquila.