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Traffico di droga tra L’Aquila e la Marsica, trerdici persone tra stranieri e e giovani locali rinviate a giudizio

Una banda si riforniva a Milano o nel Casertano, l'altra a Roma

Avezzano. Un traffico di droga tra Marsica e la zona dell’Aquilano, con due diverse direttrici per il rifornimento, una concentrata nel Fucino e una nella zona di Paganica. Con questa accusa 13 persone tra stranieri e locali sono stati rinviati a giudizio. Il  giro di cocaina, hascisc ed eroina da fumare aveva portato all’arresto di 14 persone nel 2017.

Alcuni avevano il covo in una casa popolare di Paganica resa inagibile dalla scossa del 6 aprile 2009. Abitazione utilizzata per confezionare le dosi da mandare sul mercato cittadino. Un altro gruppo lavorava nel Fucino e si riforniva su un altro mercato della droga occupandosi soprattutto di cocaina purissima.

L’indagine della squadra Mobile della questura dell’Aquila si era conclusa all’inizio del 2017 con 14 ordinanze di custodia cautelare. Numerosi episodi di spaccio accertati dagli investigatori la maggior parte dei quali erano avvenuti nel Fucino e nella Marsica, soprattutto nella zona di Avezzano.

I nomi degli accusati riguardano sia italiani che stranieri. In particolare Joussef Bya (34), marocchino residente ad Avezzano, oltre a Pierpaolo Romano (52), Enver Fusha (28), Tiziano Panepucci (51), Massimo Taddei (44), Alessandro Biasini (46), Luca Zugaro, Kurtisi Vasfi (36), Irina Minodora Popescu (28), Giovanni Catena (39), Giambattista Cialone, Ivano Circi di Paganica  e  Marcelo Ramos Duarte (26) che ha invece patteggiato.

Il primo gruppo si riforniva di cocaina pura nella Marsica e secondo l’accusa andava a prendere la droga ad Avezzano, dove abita il marocchino Bya, difeso  dall’avvocato Mario Del Pretaro. Si sospetta che Bya, conosciuto alle forze dell’ordine e più volte arrestato per attività legate allo spaccio, si rifornisse a sua volta a Milano o nel Casertano. Nel corso di diverse operazioni erano stati sequestrati circa mezzo chilo di cocaina e 150 grammi di hascisc.

Il secondo gruppo, abbastanza articolato ma sempre con una persona a capo,  si occupava dello smercio di eroina di altissima qualità e metadone e  si riforniva nella provincia di Roma. In questo caso la banda era capeggiata da Marcelo Ramos Duarte e il covo era quello di Paganica, nell’Aquilano. Nel collegio difensivo i legali Mauro Ceci,  Francesco Valentini, Graziano Celestini.