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Tre cittadini albanesi fermati cou un chilo di cocaina nei pressi dell’univeristà di Pescara

Pescara. I carabinieri del Nucleo Investigativo di Pescara hanno arrestato in flagranza del reato di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti in concorso tre cittadini albanesi notati in atteggiamento sospetto nei pressi del polo universitario di Pescara e sorpresi in possesso di oltre un chilogrammo di cocaina pura. carabinieri-notteIl blitz dei militari e’ scattato al termine di un’attivita’ di osservazione e pedinamento nei confronti dei tre giovani notati aggirarsi in modo circospetto dapprima nelle vicinanze dell’ingresso dell’universita’ “D’Annunzio” e successivamente nei pressi del vicino McDonald dove due di loro hanno consegnato un trolley a un giovane connazionale poco prima sopraggiunto con una bicicletta, lasciata sul ciglio stradale per avviarsi in direzione di una moto Suzuki Gsxr1000 parcheggiata a breve distanza. Gli arrestati hanno 20, 26 e 31 anni. Solo il 26enne e’ domiciliato a Pescara, gli altri sono senza fissa dimora. L’unico con precedenti penali e’ l’albanese piu’ grande. Sottoposti a perquisizione personale, estesa al domicilio del 26enne, sono stati trovati in possesso di un involucro in cellophane contenente 1 chilo ecento grammi di cocaina, occultato in un vano ricavato nell’armadio della camera da letto, e della somma contante 14.000 euro provento del reciproco scambio poco prima effettuato, riposta nel trolley. Per i carabinieri si tratta di un nuovo importante riscontro e contrasto alla commercializzazione di stupefacenti nel capoluogo adriatico per la quale emergono elementi tali da far ritenere che i destinatari dello spaccio si possano individuare in una platea assai vasta ed eterogenea per estrazione culturale e condizioni sociali della “movida” pescarese, per quello che puo’ definirsi un vero e proprio “fenomeno” dalle molteplici implicazioni di carattere socio-economico e sul quale l’attenzione dell’Arma si mantiene costante sotto il duplice profilo di prevenzione e contrasto. Gli arrestati, come da disposizioni del sostituto procuratore di turno, Andrea Papalia, sono stati tradotti presso la casa circondariale di Pescara a disposizione dell’Autorita’ Giudiziaria.