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Umberto Di Primio resta sindaco, Marzoli (Pd): dimissioni non si ritirano, Chieti non può più aspettare

Chieti. “E’ giunto il momento in cui si rinnovi completamente la classe dirigente della città con energie nuove, idee e volti freschi che non siano vittime dei vecchi riti della politica e dei partiti. Basta con chi da trent’anni fa il bello e il cattivo tempo nel Comune di Chieti. Purtroppo anche chi si è presentato come il nuovo non sembra costituire una valida alternativa per Chieti. Le dimissioni si danno e non si ritirano. Altrimenti restano solo un annuncio che fa perdere coerenza e credibilità. Per Di Primio è già la seconda volta in pochi mesi”. Lo dice il consigliere comunale di Chieti Alessandro Marzoli, in quota Pd, commentando il ritiro delle dimissioni da parte del sindaco.

“E’ continuato fino all’ultimo”, precisa, “il gioco delle tre carte sulle dimissioni del sindaco di Chieti. Per la seconda volta il sindaco Di Primio ritira le sue dimissioni da primo cittadino non dando alcun peso al totale disastro in cui la città si trova dal punto di vista amministrativo, politico e contabile”. “In una realtà dove la politica ci ha abituato a dire tutto e il contrario di tutto”, continua l’esponente del Pd, “non arriva neanche un gesto finale di dignità nei confronti della comunità, ma si sceglie consapevolmente di portare avanti un’amministrazione comunale sperando di trovare di volta in volta una maggioranza fantasiosa che faccia passare qualche provvedimento in consiglio comunale. Un teatrino che le teatine e i teatini sicuramente non meritano e che di fatto condanna la città a un anno senza governo cittadino, con una giunta vittima del fuoco amico in un clima di tutti contro tutti”.

“Uno spettacolo avvilente”, conclude, “se si pensa che Chieti ha priorità assolute su cui dovrebbero concentrarsi le energie degli amministratori comunali. Dalla bonifica dei siti inquinati al completamento degli infiniti lavori del tunnel e di Palazzo d’Achille alla nuova scala mobile fino alla situazione di Via Gran Sasso e al dissesto idrogeologico, Chieti non può più aspettare. E Chieti Scalo aspetta un’attenzione che merita e che non arriva mai”.