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Una legge per salvare i tribunali minori abruzzesi, sarà la Regione a presentare e a chiedere l’approvazione la Governo

Avezzano. Si è tenuta l’assemblea degli avvocati marsicani con all’ordine del giorno la proposta di legge degli avvocati Mario Petrella, Roberto Di Pietro e Fabiana Contestabile, per salvare il tribunale di Avezzano. Il vertice delle toghe  è stato diretto  dal presidente Franco Colucci e ha segnato   il passaggio alla fase operativa della nuova iniziativa anti chiusura targata Avezzano, già protagonista del referendum che, seppur bocciato dalla Corte Costituzionale, aprì in piccolo varco per la salvezza degli uffici giudiziari.

Il presidente degli avvocati Colucci (Foto Oddi)

La proposta dei tre avvocati è stata vagliata dall’assemblea ieri mattina  e punta ad andare oltre attraverso la modifica della legge. L’obiettivo è la cancellazione del comma 4 bis che dà facoltà al ministro della Giustizia di stipulare convenzioni sperimentali per il mantenimento di sedi giudiziarie, inserendo un altro comma mirato a obbligare Alfonso Bonafede, ad aprire la porta a tutte le Regioni intenzionate a compartecipare alla spesa. Con il prevedibile ok degli avvocati la proposta di modifica della legge sarà inviata alla Regione, affinché, sposi la causa per salvaguardare gli uffici giudiziari d’Abruzzo.

L’obiettivo è ottenere la modifica della legge di riforma per trasformare in obbligo l’attuale facoltà del Ministero a siglare le convenzioni con le Regioni e le Province autonome che fanno richiesta di riaprire le sedi giudiziarie compartecipando alle spese. Una possibilità già concessa  al Trentino Alto Adige, regione a statuto speciale, dove gli uffici giudiziari sono stati salvati.

Proroga al 2023 è una ipotesi accennata dal presidente Colucci. Si tratta di un piano B che ha già salvato più volte il tribunale di Avezzano.

Avvocati e giornalisti è stato un argomento fuori programma  toccato dal presidente Franco Colucci secondo cui sui giornali non dovrebbero più finire le foto, e  neanche i nomi, degli avvocati.  Una presa di posizione che però non ha ottenuto il consenso di molti e che, comunque, risulta nella pratica reale tecnicamente impraticabile.