The news is by your side.
Consorzio Vini D’Abruzzo 3

Una targa sul Gran Sasso per Giovanni e Massimiliano, gli alpini omaggiano i colleghi scomparsi

L’Aquila. Il 9° Reggimento Alpini dell’Aquila rende omaggio agli alpini Giovanni De Giorgi e Massimiliano Cassa, che persero la vita sul Gran Sasso il 14 novembre scorso. I due militari, durante un’escursione sul versante ovest, scivolarono rovinosamente in un canalone per oltre 300 metri, probabilmente a causa del ghiaccio e delle avverse condizioni meteorologiche. Come non ricoIMG-20150716-WA0004rdare le difficili operazioni di recupero dei corpi ostacolate dalle abbondanti nevicate e dal maltempo che imperversava a 2500 metri di quota. Ci vollero cinque difficoltosi giorni affinché le salme dei due militari potessero essere recuperate. Oggi i compagni ed i superiori di Giovanni e Massimiliano sono tornati sul Gran Sasso d’Italia ed hanno voluto ricordarli apponendo una targa sul luogo della tragedia. Presenti anche i familiari degli sfortunati alpini, per la prima volta nel luogo che ha strappato la vita ai loro cari. “A perenne memoria di Giovanni De Giorgi e Massimiliano Cassa, appartenenti alla famiglia del 9° rgt. alpiniIMG-20150716-WA0005” si legge sulla targa ancorata nelle roccia “La montagna non è un mostro che uccide. Le vite perdute lungo il suo dorso sono una sua ferita e vengono restituite con salvezze offerte ad altri che decidono di scalarla”. “Siete andati avanti ma rimarrete sempre nei nostri cuori”. Ai piedi della roccia il cappello alpino ed un mazzo di fiori. Non più neve, nebbia e vento come in quel tragico giorno, oggi un sole risplendente ha accolto i compagni e i familiari dei due sfortunati ragazzi. Un tragico destino quello che ha unito per sempre i due giovani pugliesi, amici nella vita ed anche nella morte. Chissà quante volte Giovanni, 26 anni, e Massimiliano, 29, avevano percorso i sentieri di quella montagna che li aveva visti impegnati in esercitazioni militari insieme ai loro commilitoni. Difficile anche per i familiari, oltre che per i colleghi, dei due alpini accettare una morte così assurda, dopo esser tornati sani e salvi da luoghi più impervi e pericolosi teatro di missioni di pace. F.DM.