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Unione camere di Commercio l’Aquila e Teramo, Biondi: fusione opportunità per territori ed economie

L’Aquila. “L’unione delle Camere di commercio dell’Aquila e di Teramo non è una fusione a freddo tra due elementi estranei ma il naturale processo di incontro tra aree, esperienze e peculiarità che individuano nel Gran Sasso un motivo di coesione per il superamento di sterili e antistorici campanilismi. Ringrazio, a tal proposito, i promotori dell’iniziativa congiunta delle associazioni di categoria e produttive aquilane e teramane – Confindustria, Confcommercio, Ance e Confesercenti Abruzzo – che hanno invocato tempi rapidi per la definizione di un matrimonio annunciato da tempo”. Lo dichiara il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi.

“Si tratta, infatti, di un percorso avviato e definito da norme tese a razionalizzare e ottimizzare le funzioni di organismi strategici nell’opera di rilancio e valorizzazione delle economie locali”, sottolinea il sindaco dell’Aquila, “le fragilità delle aree interne non sono determinate solamente dagli elementi naturali e orografici dei territori ma anche, se non soprattutto, dalla mancata condivisione di obiettivi comuni in grado di renderli  attrattivi e mettere a sistema comune servizi essenziali, come sanità, trasporti o istruzione, in grado di arginare il fenomeno dello spopolamento”.

“Il processo di aggregazione degli enti camerali è una opportunità di valorizzazione dei rispettivi tessuti economico-produttivi”, conclude il primo cittadino Biondi, “i corpi intermedi sono stati un valore aggiunto nelle dinamiche di sviluppo ed espansione dell’intero Paese: la capacità di essere uniti, per portare avanti le istanze delle comunità, ancor prima che delle singole città, può essere la chiave di volta per poter tornare a essere protagonisti di un mercato globale in cui solo chi è in grado di comporre un fronte comune potrà essere competitivo rispetto ai giganti dell’economia mondiale”.