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Università di Teramo mantiene vivo il Premio Giulio Regeni

Teramo. L’Università di Teramo mantiene vivo il Premio intitolato a Giulio Regeni, il giovane ricercatore italiano dell’Università di Cambridge torturato e ucciso al Cairo il 25 gennaio 2016, riservato ai dottorati dell’ateneo per la migliore ricerca scientifica. Una scelta fortemente apprezzato dai famigliari di Regeni, che in una lettera inviata al rettore Dino Mastrocola si sono detti “lieti di apprendere l’impegno costante del vostro ateneo nel mantenere vivo il premio alla memoria di nostro figlio, riconoscendo così il suo ruolo di ricercatore e l’importanza del rispetto dei diritti umani”.

“Il corpo senza vita di Giulio Regeni fu rinvenuto al Cairo ormai quasi cinque anni fa. “Sono 56 mesi da quando è stato trovato il corpo di nostro figlio”, scrive la famiglia Regeni nella lettera . “Sono 56 mesi che attendiamo insieme a una moltitudine di persone in tutto il mondo di ottenere giustizia. La Vostra vicinanza è chiaramente un impegno a sostenerci in questa battaglia che reclama incessantemente verità e giustizia per Giulio, richiesta che facciamo sia come genitori che come cittadini. Auguriamo a tutti i giovani ricercatori dell’ateneo teramano, la possibilità di essere sempre liberi nel poter ricercare ed esprimere le proprie idee, con passione ed entusiasmo, è un diritto, fondante per una società democratica”.

Per il 2020 il Premio è andato a Mohamed El Khatib del corso di dottorato in Biotecnologie e a Noemi Battistelli del corso di dottorato in Scienze degli alimenti ed è stato consegnato ai due ricercatori dal ministro dell’Università e della ricerca Gaetano Manfredi in occasione della giornata conclusiva
del Terzo Forum internazionale del Gran Sasso.