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Università, presenza da settembre e fiducia negli esami online, i commenti del ministro Manfredi

L’Aquila. “Il prima possibile”. Lo ha detto ad HuffPost il ministro dell’Università e della Ricerca Gaetano Manfredi parlando del ritorno negli atenei: “Sicuramente settembre sarà in aula: le università riapriranno con appositi modelli organizzativi e orari volti a garantire il rispetto del distanziamento fisico. Allo stesso tempo bisognerà garantire e migliorare i servizi telematici per chi avrà più difficoltà a frequentare in presenza, come gli studenti che arrivano dall’estero e i fuori sede. Da un lato dobbiamo avere l’aula, dall’altro dobbiamo assicurare un servizio telematico di qualità. Su questo faremo un sistema blended, che guarderà a tutto il sistema nazionale anche con un’interconnessione tra università, nel senso che chi non potrà raggiungere il proprio ateneo potrà appoggiarsi alla struttura telematica dell’ateneo più vicino. L’università si dovrà comportare come un grande sistema nazionale. Io mi auguro che già a luglio possano esserci alcune attività in sede, penso ad esempio alle lauree o a esami in piccoli gruppi: laddove è possibile coniugare sicurezza e presenza degli studenti, credo che questo vada fatto”.

Con l’avvicinarsi della sessione estiva il ministro ha poi aggiunto che, “Gli esami telematici non devono essere eccessivamente invasivi della sfera privata dello studente. Una sola webcam deve poter bastare, e se cade la connessione durante la prova il docente deve avere la flessibilità per valutare il da farsi”.

Secondo l’ex presidente della Crui, “la parola chiave deve essere “fiducia biunivoca”, nella convinzione che una sessione seria sia interesse soprattutto degli studenti. Far finta che il Covid non abbia stravolto l’università, del resto, è impossibile. E la priorità, in questo momento, deve essere allargare le maglie, “includere”, non certo terrorizzare e respingere”.

“Il mio augurio è che nessuno venga lasciato indietro: nessuno studente deve rinunciare a iscriversi all’università perché la sua famiglia ha visto crollare il proprio reddito a causa della pandemia. Abbiamo messo in campo degli strumenti in tal senso, stiamo lavorando con grande impegno”.

“In tutto abbiamo stanziato 290 milioni di euro. L’intervento sul diritto allo studio si dirama in tre direzioni: riduzione delle tasse, aumento del fondo per le borse di studio, contributi agli studenti
per affrontare il digital divide. Questo intervento riguarda sia le università che l’alta formazione artistica e
musicale: i conservatori, le accademie di belle arti. Le altre crisi economiche hanno sempre avuto un calo delle matricole. Io mi auguro che questa volta non sia così, o che questo calo sia molto limitato, perché
significherebbe che i nostri giovani, le nostre famiglie vogliono scommettere sul futuro. È il miglior segnale che possiamo dare per la ripartenza del Paese. Ce lo auguriamo tutti e ci stiamo lavorando con grande impegno” ha concluso Manfredi.