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Uomo ucciso in casa dal suo giovane convivente, si segue la pista passionale

Carabinieri controlli villetta omicidio Antonio ColopiLanciano. Ha ucciso il convivente Ugo Tani, 56 anni di Migliaro (in provincia di Ferrara), nella loro casa di Pinarella di Cervia. Gli investigatori stanno seguendo la pista passionale, dando per cento che il giovane salentino e la vittima fossero legati da una relazione sentimentale. Il 26enne, Antonio Colopi, che ha fatto perdere le sue tracce dopo l’omicidio, si è consegnato, nel tardo pomeriggio di ieri, a Lanciano dove il magistrato di turno Rosaria Vecchi lo ha ascoltato in previsione della richiesta di fermo. Il ragazzo, che aiutava l’uomo in casa, è originario di Galatone, nel Leccese. L’interrogatorio è  terminato dopo circa quattro ore. Il giovane si è costituito intorno alle 17,30 ai Carabinieri della compagnia di Lanciano e, davanti al sostituto procuratore della Procura della Repubblica di Lanciano, Rosaria Vecchi, secondo quanto appreso, avrebbe ammesso le sue responsabilità. Spunta la pista passionale: il delitto sarebbe maturato dopo una discussione fra i due. Il 26enne si trova nel carcere di Lanciano.
Il dramma si è consumato verso le 13 nella casa che aveva preso in affitto a Cervia, al 6 di via Puglie, dopo aver ottenuto entrambi un contratto per lavorare come cuochi in uno hotel del litorale romagnolo a partire da questi giorni e per tutta la stagione estiva. La tragedia è stata scoperta da un vicino allarmato dalle urla, seguite dal rumore di una macchina che si è allontanata rapidamente da quella casa. L’auto della vittima, peraltro. All’arrivo dei carabinieri della stazione di Cervia e del personale del 118, il corpo di Ugo Tani è stato trovato in cucina senza vita: la ferita non gli ha lasciato scampo.
Il primo sopralluogo è servito a capire che si è trattato di un omicidio. Senza alcun dubbio. E poi da quella casa mancava il convivente. Le ricerche per questo si sono concentrate subito su Antonio Colopi, anche perché non rispondeva al telefono cellulare. Spazzata via in pochi minuti l’ipotesi che l’autore fosse un giovane extracomunitario che aiutava saltuariamente n casa Tani nel pomeriggio.
E sono stati coinvolti anche i carabinieri del Nucleo investigativo di Lecce, della Compagnia di Gallipoli e della stazione di Galatone, essendo concretamente possibile che Colopi stesse tentando di raggiungere il Salento. Con l’arrivo del magistrato di turno della Procura di Ravenna, Stefano Stargiotti, è stato messo sotto controllo il cellulare del salentino, principale indiziato. E quel monitoraggio ha dato conferma che l’intuizione era stata corretta: l’auto stava procedendo verso il Sud Italia, poiché il telefono è stato localizzato sulla autostrada A14, tra Abruzzo e Molise.
La fuga è durata circa 330 chilometri, perché raggiunta Lanciano (in provincia di Chieti), Colopi si è costituito nella caserma della stazione dei carabinieri. E’ stato poi sottoposto a fermo di polizia giudiziario ed interrogato per rogatoria dal pubblico ministero Rosaria Vecchi. Gli è stato contestato l’omicidio volontario.  Gli inquirenti battono la pista passionale e dell’omicidio di impeto, avendo accertato che il giovane salentino e la vittima convivessero da tempo. Abitavano insieme nella casa di Tani a Migliaro ed insieme si erano trasferiti da qualche giorno a Cervia. Ma perché quel gesto di follia? Il movente lo stano cercando scavando nella loto vita privata, i carabinieri di Ravenna con i colleghi di Ferrara: sentendo conoscenti, parenti ed amici, come anche analizzando il contenuto dei telefoni cellulari ed in particolari i messaggi e le foto.