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Vaccino anti-covid, Irbm: pronti a produrre fino a 10 milioni di dosi nel 2021

Pronti a produrre nel 2021 fino a una decina di milioni di dosi di vaccino, se ciò sarà necessario. Il presidente dell’azienda Irbm di Pomezia, Pietro di Lorenzo, è soddisfatto dei risultati annunciati oggi per il candidato vaccino anti-Covid realizzato dall’Università di Oxford in collaborazione proprio con Irbm, e che verrà prodotto e commercializzato a livello mondiale dalla multinazionale AstraZeneca. I risultati dei test di fase 3 resi noti oggi dall’azienda, sottolinea, “evidenziano che con la somministrazione di mezza dose ed il richiamo con una dose classica dopo un mese, l’efficacia risulta del 90% con una ottima tollerabilità in particolare per le persone più anziane”. La sperimentazione ha previsto due differenti tipologie di dosaggio del vaccino e la tipologia ottimale, chiarisce, “è quella che ha evidenziato la massima efficacia del 90% su un campione di 3mila volontari”. Si tratta, precisa, di “un campione assolutamente significativo ma gli studi ed i test proseguiranno per ulteriori conferme ed anche per verificare la durata della protezione che il vaccino potrà garantire”.

AstraZeneca ha reso noto anche che l’efficacia media del vaccino, considerando entrambe le tipologie di dosaggio testate, è pari al 70%: “L’aver comunicato questo dato – commenta – dimostra la volontà di una grande trasparenza. Sono stati infatti chiariti e resi pubblici tutti i dati ed i processi che hanno portato alle conclusioni sull’efficacia. E’ stata una scelta precisa di rendere pubblici, adottando la massima trasparenza, tutti gli studi ed i test effettuati, anche quelli relativi al dosaggio con minore efficacia”. Ovviamente, l’autorizzazione “sarà richiesta per il dosaggio a maggiore efficacia”. Quanto al ruolo di Irbm, “in questo momento – spiega di Lorenzo – siamo impegnati ad effettuare i test di validazione delle produzioni del vaccino fatte al di fuori del nostro centro. Ciò in virtù della nostra peculiarità, perchè siamo un centro di ricerca”. Molto concreta, però, è anche l’ipotesi di realizzare una parte della produzione del vaccino in Italia, proprio a Pomezia: “Naturalmente se ci sarà richiesto, come penso che avverrà – dice il presidente Irbm – siamo pronti ad effettuare anche una produzione del vaccino, nell’ordine di una decina di milioni di dosi nel prossimo anno”.

Anche i tempi per l’arrivo delle prime dosi in Italia, conferma, si prevedono brevi. L’Europa “ha acquistato 400 mln di dosi e circa 2 mln arriveranno al più presto in Italia e poi, a tranche, arriveranno altre dosi. Tutto ciò, al netto del tempo necessario alle agenzie regolatorie per effettuare i dovuti controlli”. Altro aspetto da considerare, rimarca, è che “questo vaccino può viaggiare in condizioni di grande facilità, poichè la refrigerazione necessaria è quella di un normale frigorifero, come per il vaccino antinfluenzale”. Infine, un ringraziamento al ministro della Salute Roberto Speranza, “per aver creduto nel progetto ed aver contribuito in maniera sostanziale – afferma – a creare le condizioni per la prevendita alla Commissione Europea ad al Governo italiano”.